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Parlamentari M5s in rivolta contro la Rousseau: "Quesito farlocco, pronti a fare causa"

Un quesito, secondo la maggioranza dei parlamentari che sembra scritto a posta per gettare altre mine lungo la strada del Conte bis

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globalist

2 Settembre 2019 - 09.01


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Nonostante le veline ufficiali del Movimento nei gruppi parlamentari grillini è di nuovo rivolta. A maggior ragione dopo la obbligazione della domanda da sottoporre alla piattaforma: “Sei d’accordo che il Movimento 5 Stelle faccia partire un Governo, insieme al Partito Democratico, presieduto da Giuseppe Conte?”.
Un quesito, secondo la maggioranza dei parlamentari che sembra scritto a posta per gettare altre mine lungo la strada del Conte bis che, non avendo alcun riferimento ai contenuti dell’accordo politico e del programma di governo, di fatto sta delegittimando il faticoso lavoro dei capogruppo Patuanelli e D’Uva e dello stesso Conte.
In altri termini, avendo dato l’assemblea dei gruppi mandato ai due di trattare, una eventuale bocciatura non potrebbe non avere conseguenze prima fra tutte le dimissioni irrevocabili e definitive di Di Maio da capo politico.
Di Maio, come noto nonostante le smentite è rinchiuso nel suo fortino insieme ai suoi boys (il cosiddetto partito di ministri e sottosegretari) nella strema difesa di una posizione di potere che dopo 14 mesi nessuno escluso i suoi pretoriani gli riconosce più.
Di Maio -dicono numerose fonti parlamentari contattate da Globalist sta facendo dentro il Movimento un po’ quello che Salvini ha fatto nel governo, ossia nello stesso tempo leader e opposizione. Ma stavolta Giggino, in caso di bocciatura, non potrebbe far finta di nulla per quando la linea viene sconfessata, il primo a trarne le conseguenza deve essere chi è al vertice.
Non solo, stando a quanto risulta a Globalist in questi giorni numerosi parlamentari hanno già contattato studi legali di prestigio per verificare tutte le possibilità legali esistenti per una verifica del voto o un ricorso per il suo annullamento. Anche alla luce dei numerosi rilievi che già hanno portato in passato l’Agcom a sanzionare la Piattaforma della Casaleggio associati.
C’è da aggiungere, in fine, che alcuni parlamentari hanno chiesto agli stessi legali di verificare la possibilità di chiedere un risarcimento danni (morali e materiali) se ci dovesse essere una fine anticipata della legislatura proprio a causa di questo voto.
Insomma sono ore incandescenti e ricche di polemiche. Globalist le racconterà minuto per minuto.
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