L'analisi di Minniti: "Salvini in piena crisi di nervi per la paura del Russiagate"

L'eesponente del Pd ex ministro dell'Interno commenta lo strappo del leader leghista: "Ha incominciato a capire che non è invincibile, che non sarà una passeggiata"

Marco Minniti

Marco Minniti

globalist 17 agosto 2019
Parole severe da parte del suo predecessore: il gesto di forza compiuto da Salvini è stato un gesto di preoccupazione, di paura, di una persona in una autentica crisi di nervi. Paura di cosa? Penso che le vicende relative al Russiagate gli abbiano fatto perdere sicurezza".
Lo ha affermato l'ex ministro dell'Interno Marco Minniti, in un'intervista al "Fatto quotidiano".
"Altrimenti - aggiunge - un ministro, che è anche l'Autorità nazionale di pubblica sicurezza, sarebbe venuto a rendere conto del proprio operato in Parlamento. Invece, non solo Salvini non è venuto in aula, ma pochi giorni dopo ha chiesto lo scioglimento... dell'aula. Una cosa senza precedenti nella storia, seppure complessa, del nostro Paese. Salvini ha incominciato a capire che non è invincibile, che non sarà una passeggiata".
Sull'ipotesi che, dopo il fallimento dell'alleanza M5s-Lega, possano essere Pd e 5Stelle a formare un nuovo governo, Minniti dice: "se Mattarella dovesse valutare che ci sono le condizioni per un accordo di fine legislatura ampio, solido, costruito su basi totalmente nuove rispetto al Contratto di governo di cui si è appena dichiarato il fallimento, è evidente che il Pd dovrà valutare con attenzione queste proposte. Ma è chiaro - conclude l'ex ministro dell'Interno - che si parte dalla prima regola, far consumare la crisi".