Nicola Morra (M5S): "Chi ha voluto la crisi si è dimostrato irresponsabile. Per me è finita là"

Il presidente della commissione Antimafia: "La politica dev'essere fatta da soggetti credibili e che non scantonano un giorno sì e l'altro pure"

Nicola Morra

Nicola Morra

globalist 16 agosto 2019
''Verificheremo che atteggiamento avranno i parlamentari leghisti, dopo di che sarà Giuseppe Conte con la sua coscienza e la sua intelligenza a determinarsi''. Lo dice Nicola Morra (M5S), presidente della commissione Antimafia, a Radio 24. ''Siamo stati stressati -prosegue- costretti a fronteggiare un'emergenza di pura irrazionalità. La politica è razionalità e invece qualcuno la vive come umoralità da sondaggio, per cui, se il sondaggio ti va bene e devi staccare la spina, dimostri un bassissimo senso di responsabilità verso il paese: per me è finito tutto là''.
Per Morra, ''Giuseppe Conte ha scritto una lettera che è stata saggiamente pubblicata sui social a fronte di rivelazioni inopportune che sono state prodotte nel tempo da altri, in cui richiamava il ministro Salvini a quella dignità delle istituzioni che dovrebbe essere ogni giorno il perno di chiunque rappresenti lo stato italiano. Mi pare che i comportamenti del ministro Salvini non siano stati ineccepibili da questo punto di vista''. "Credo che il comportamento del ministro dell'interno - perché mi sembra sia ancora ministro e non abbia rassegnato ancora le dimissioni - sia un comportamento folle" e "penso che la politica sia razionalità e se dobbiamo sdoganare comportamenti schizofrenici e paranoici allora questo paese ha molto da recuperare''.
''Noi scherziamo -prosegue- sul deficit 2,4/2,04, quando poi la Lega nord ha votato anch'essa il pareggio di bilancio in Costituzione di fatto imponendo un'ulteriore problematizzazione del debito pubblico, però si stava percorrendo una certa strada e a un certo momento l'ex comunista padano ha deciso di porre fine a questa esperienza. Noi ne prendiamo atto però registriamo che la politica dev'essere fatta da soggetti credibili e che non scantonano un giorno sì e l'altro pure'