Valeria Fedeli: "Serve un patto di legislatura con M5s e con tutti quelli che hanno a cuore il paese"

Il giorno dopo una seduta parlamentare piuttosto movimentata, la senatrice del Pd Valeria Fedeli fa un'analisi della situazione.

Valeria Fedeli

Valeria Fedeli

globalist 14 agosto 2019
di Simone Collini
Salvini? "Mostra disprezzo per i percorsi istituzionali previsti dalla Costituzione e intossica la convivenza democratica. Dovrebbe dimettersi". Il Pd? "Verifichiamo se ci sono le condizioni per un patto di legislatura con le altre forze consapevoli dei rischi che corre il nostro Paese". In caso contrario? "Il Pd non ha paura di andare al voto". 

Il giorno dopo una seduta parlamentare piuttosto movimentata, la senatrice del Pd Valeria Fedeli fa un'analisi della situazione. "È passata una settimana da quando Salvini ha aperto una crisi inusuale e totalmente al buio, dicendo di voler votare quando saremo nel pieno della sessione di Bilancio. Una cosa da irresponsabili".
L'ex ministra dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca sottolinea non solo che "tempi e modalità del voto li decide Mattarella", ma anche un altro aspetto di quanto avvenuto: "Non va sottovalutata la pericolosità di una crisi aperta fuori dalle sedi istituzionali, per di più da chi mantenendo l'incarico di Ministro dell'Interno istiga con le parole e gli atteggiamenti i più bassi istinti di discriminazione, sdoganando parole d'odio, sul web e non solo".

E il Pd di fronte a questa "pericolosità" cosa intende fare? 

"Partiamo da qualche dato di fatto. Il primo: questo governo ha provocato un danno enorme al Paese. Il secondo: questo è stato un governo a trazione e a egemonia salviniana. Il terzo: Salvini, quando è emerso il Russiagate, si è rifiutato di venire in Parlamento a spiegare, è scappato dalle sue responsabilità e ha iniziato a invocare 'pieni poteri' e nuove elezioni. Quindi ha fatto il bene il Pd, che in questi mesi ha fatto un'opposizione senza sconti, a provare ora a costruire una proposta per archiviare questo governo e per cambiare politica". 

Lavorando a un accordo con i Cinquestelle, gli alleati della Lega? 

"Intanto, la nostra proposta per un patto di legislatura si rivolge non a una singola forza politica ma a tutti quanti hanno a cuore le sorti del Paese. È chiaro, visti i numeri in Parlamento, che in primo luogo ci rivolgiamo ai 5 Stelle e che pur senza guardare al passato bensì al futuro il Movimento deve rendersi conto di cosa hanno prodotto questi quattordici mesi di governo". 

Di Maio ha risposto in modo sprezzante a Renzi quando ha lanciato la proposta del governo istituzionale.

"Renzi ha fatto bene, sottolineando i problemi di ordine economico, ad aprire a soluzioni alternative alle urne in piena sessione di Bilancio. Io, alla luce di quel che va dicendo e che sta tentando di fare Salvini, ci aggiungo anche problemi di carattere istituzionale, sociale e culturale".

Intanto gli organi d'informazione hanno registrato una lacerazione interna al Pd, con Renzi a proporre il governo istituzionale e Zingaretti a dire urne subito...

"È importante che negli ultimi giorni nel Pd sia maturata una linea molto chiara: non abbiamo problemi ad andare al voto per archiviare questo governo, ma proprio perché è stato un governo a egemonia leghista e proprio perché Salvini ora sta giocando il tutto per tutto per avere come dice lui 'pieni poteri', giocando anche col rischio che l'Italia non abbia la Manovra nei tempi previsti, è giusto che il Pd consideri Salvini l'avversario politico che maggiormente sta intossicando la convivenza democratica, e che si muova di conseguenza per fermarlo". 

Forse sarebbe stato meglio convocare subito la Direzione del Pd, prevista invece per il 21, per discutere di tutto ciò.

"Sì. Per storia ed esperienza personale in una grande organizzazione come la Cgil, penso che di fronte a una simile crisi ci saremmo dovuti confrontare immediatamente nelle sedi opportune. Forse si è voluto aspettare fatti concreti, come la seduta di ieri in Senato e l'intervento di Conte in Parlamento il 20. Quel che ora comunque è importante è che il 21 il Pd trovi una sua proposta unitaria. Perché altrimenti faremmo soltanto un favore alla destra e in particolare a Salvini che, ripeto, è una persona pericolosa per la stessa convivenza democratica".

È auspicabile che il 21 esca dalla Direzione del Pd anche un'indicazione sulla proposta politica e programmatica per il Paese, non crede? 

"Certamente, il patto di legislatura alle altre forze va costruito proprio su una piattaforma molto precisa, dal punto di vista economico e anche culturale, dei diritti civili. Io non dimentico, solo per toccare due temi, quanto compiuto sull'immigrazione o il fatto che questo governo ha provato a far diventare legge il ddl Pillon". 

Parlando di economia, chi sarà al governo in autunno dovrà scrivere una manovra lacrime e sangue: conviene?

"Intanto, la prossima legge di Stabilità non necessariamente deve essere lacrime e sangue. Piuttosto, serve una Manovra che rilanci gli investimenti e abbassi le tasse sul lavoro. E da questo punto di vista considero molto positivamente la presa di posizione unitaria di ieri dei sindacati su questo tema". 

Una politica degli investimenti in Manovra, dunque: può indicare altri tre o quattro titoli che secondo lei dovrebbe prevedere la piattaforma proposta dal Pd? 

"Politiche per l'occupazione, sostenibilità ambientale, capacità di relazione con l'Europa di contro a chi ci vuole fuori dall'Unione e dall'Euro. E poi sicuramente sotto il titolo, per dirla così, investimenti serve una parte molto sostanziosa dedicata a istruzione e formazione, intese sia come sistema educativo sia come insieme delle misure per restringere il gap su questo piano che, rispetto agli altri paesi europei, con questo governo è aumentato. E poi il Sud, il grande dimenticato da questo governo".

E circa la riduzione del numero dei parlamentari cosa dice? Ieri Salvini l'ha rilanciata tendendo la mano ai 5 Stelle per ribadire la sua richiesta di voto in autunno. 

"Noi non siamo contrari alla diminuzione del numero dei parlamentari, abbiamo anche presentato una proposta in questo senso che contrariamente a quella, insufficiente e dunque non votabile, in discussione ora affrontava anche il tema fondamentale del superamento del bicameralismo perfetto. Quanto a Salvini, dovrebbe sapere che non si può ridurre il numero dei parlamentari e subito dopo andare al voto perché bisogna cambiare la legge elettorale, ridisegnare i collegi, far passare mesi per il referendum così come previsto dalla nostra Costituzione. Insomma, quello di Salvini è solo un bluff e l'ennesima dimostrazione del suo disprezzo per i percorsi istituzionali".