L'apocalisse fascista di Matteo Salvini

Tanti gatti che hanno smarrito l'olfatto fanno da scorta al pingue cavaliere nero con le loro codine alzate. Ma...

Matteo Salvini

Matteo Salvini

David Grieco 28 luglio 2019
Matteo Salvini, quel Morto che Cammina dallo sguardo allucinato, avanza imperterrito a passi veloci che più veloci non potrebbero essere.
Davanti a lui si è ormai spalancato un abisso che più profondo, più buio e più fosco non potrebbe essere.
Dietro di lui sfila un esercito di fascisti che più fascisti non potrebbero essere. Fascisti di ogni risma. Fascisti giovani e vecchi. Fascisti vivi e morti. Fascisti più morti che vivi. Fascisti che la Storia ha spazzato via in anni che sembrano inesorabilmente secoli.
Tanti gatti che hanno smarrito l'olfatto fanno da scorta al pingue cavaliere nero con le loro codine alzate. Gattini ciechi che credevano di veder le stelle. Continuano a miagolare. Ma nessuno ha più orecchie per ascoltarli. Nemmeno il nobiluomo che si era preso la briga di difenderli.
Sembra questione di tempo. Neppure questione di sangue.
Il sangue lo hanno già abbondantemente versato tutti coloro che si sono battuti per restituire la libertà agli italiani che hanno dovuto subire la più folle, la più oscena, la più vile delle dittature.
Sono loro i veri migranti che fuggono in senso inverso rispetto a tutti i flussi migratori della Storia dell'Umanità.
Sono loro che fuggono dalla vita e corrono incontro alla morte.
Sono loro i migranti che non sanno più dove andare.
Sono loro che affogheranno tutti insieme nella loro malafede, nella loro volgarità, nella loro idiozia.
Chi possiede il dono della fede preghi pure per loro.
Una volta giunte in fondo all'abisso, tutte queste anime nere non sapranno come arrampicarsi sugli specchi che non potranno riflettere le loro immagini. Non sapranno nemmeno come travestirsi, come riciclarsi, come tradirsi.
Come diceva Pier Paolo Pasolini, essi si ritroveranno all'Inferno ma crederanno di essere finalmente giunti in Paradiso.
Amen.

PS: passeranno in fretta, niente paura, ma finite le ferie vediamo di rimboccarci le maniche una volta per tutte. C'è da rifare di sana pianta il paese più bello del mondo, c'è lavoro in abbondanza per tutti e per tutte, c'è da abolire ogni forma di intolleranza, c'è da distinguersi veramente per ritrovare la nostra grande bellezza dimenticata.