Rissa sull'autonomia, interviene Conte: "Basta insulti, vedrò i governatori"

Il premier scrive una lettera dopo le tensioni di questi giorni: "Non è una bandiera regionale da sventolare, ma una riforma che farà bene a voi e all`Italia"

Giuseppe Conte

Giuseppe Conte

globalist 21 luglio 2019
Il governo trema, Salvini minaccia la crisi forte dei sondaggi, Di Maio sta aggrappato alla poltrona e Zingaretti è più impegnato nelle risse interne al Pd che a fare un’opposizione decisa e - soprattutto - percepibile all’esterno.
"Se il confronto civile terrà il luogo degli insulti più recenti, mi dichiaro sin d`ora disponibile a incontrare i vostri governatori, per considerazione nei confronti" dei cittadini di Lombardia e Veneto, "anche prima di portare la bozza finale in Consiglio dei ministri, in modo da poterli tenere compiutamente aggiornati". Così il premier Giuseppe Conte in una lettera al `Corriere della Sera` in cui si rivolge direttamente ai cittadini di due delle Regioni che hanno richiesto un`autonomia rafforzata", promettendo che "tornerò presto a farvi visita". Ma "ai vostri governatori - sottolinea Conte - chiedo rispetto per me e per tutti i ministri che stanno lavorando con me, indistintamente, della Lega e del Movimento 5 Stelle. Le agenzie riportano, da ultimo, dichiarazioni che scadono nell`insulto, tanto più inaccettabili in quanto pronunciate da rappresentanti istituzionali e rivolte a rappresentanti istituzionali".
Nel merito, il premier rimarca che "per me l`autonomia non è una bandiera regionale da sventolare, ma una riforma che farà bene a voi e all`Italia intera".
Il punto è che "il progetto riformatore è molto importante sul piano politico e molto complesso sul piano giuridico, ed era prevedibile che - approssimandosi i passaggi decisivi - la tensione politica e mediatica salisse sempre più". Ma "se non potremo accogliere, per intero, tutte le richieste che ci sono pervenute e non potremo trasferire, in blocco, tutte le materie che ci sono state indicate, non sarà per insensibilità nei vostri confronti". Ma perché "piuttosto che declamare una cattiva riforma destinata a cadere sotto la scure della Corte Costituzionale, è preferibile realizzare un progetto ben costruito, che vi offra vantaggi reali e sostenibili nel tempo. Le vostre richieste - assicura Conte - stanno a cuore anche a noi. Come pure ci sta a cuore la sorte dei restanti 45 milioni di cittadini italiani".
Anche "il lavoro istruttorio sin qui svolto - spiega il presidente del Consiglio - è stato molto faticoso. Si tratta di trasferire interi blocchi di competenze, legislative e amministrative, dallo Stato alle Regioni che lo richiedono".
Ma ora "manca ancora poco e poi saremo pronti per portare in Cdm la bozza finale. Avremo un testo serio e credibile che verrà incontro alle vostre richieste e nel contempo sarà compatibile con il disegno costituzionale. Mi piacerebbe portare questa bozza e metterla in votazione già alla prossima riunione del Cdm". Tuttavia, avverte Conte, "le ultime dichiarazioni e le polemiche stanno compromettendo questi ultimi passaggi", in particolare perché"esprimere giudizi su singole questioni non può che condurre a una visione parziale e limitata", mentre il giudizio finale "andrebbe riservato alla bozza definitiva".