Renzi: "Non mi occupo del Pd", ma subito dopo attacca Zingaretti

L'ex rottamatore ad alzo zero vero l'attuale segretario: "Che il Pd nazionale sfiduci Faraone e non Salvini è un errore"

Renzi

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globalist 21 luglio 2019
Visto con occhi esterni, ossia di un cittadino progressista non iscritto a partiti e non appartenente a correnti, lo spettacolo è desolante.
Un Partito democratico impegnato in risse e posizionamenti interni che in tal modo non ha credibilità verso tanti elettori e potenziali elettori proprio mentre Lega e M5s stanno portando il paese verso lo sfascio etico e morale, sdoganando i peggiori istinti razzisti e egoisti e propagando quotidianamente fake news.
Ora a gettare altra benzina sul fuoco interviene Renzi, che nonostante dica di non occuparsi del Pd, se ne occupa fin troppo e in toni da sfida continua.ù
Del Partito Democratico "non mi occupo più", e il segretario Nicola Zingaretti dovrebbe "occuparsi dell'altro Matteo, non di me. Non ho conti da regolare sul passato: i conti sul passato li ha regolati l'Istat quando ha mostrato che con le nostre leggi di bilancio l'Italia è cresciuta".
Lo sostiene Matteo Renzi, che in un'intervista al Corriere della Sera difende l'iniziativa di Maria Elena Boschi criticata dalla maggioranza Dem: "Credo che se il ministro dell'Interno va in delegazione a Mosca con gente che chiede rubli ai russi e poi si rifiuta di venire in Parlamento l'opposizione abbia il dovere - non il diritto - di fare una mozione di sfiducia". E prosegue: "Aver perso l'attimo per formalizzare la sfiducia, a me è sembrato stravagante". A chi dice: 'così si compattano', Renzi risponde che "non capisce che Lega e Cinque Stelle si compattano per le poltrone non per noi". Che poi il Pd nazionale sfiduci Faraone e non Salvini "è un errore. Ma io conosco Davide Faraone, so che è una roccia e che continueremo a lavorare insieme".
Quanto alla situazione politica, "più che una crisi di governo sembra una crisi di nervi", dice Renzi. I due vicepremier "hanno preso in ostaggio un Paese con le loro bizze adolescenziali. Noi facevamo le riforme, questi si fanno i dispetti".