Calenda sulla mozione di sfiducia a Salvini: "Un errore, ricompatterebbe il governo"

I democratici divisi: i renziani spingono per la mozione mentre le persone civine a Zingaretti la ritengono un errore

Nicola Zingaretti e Carlo Calenda

Nicola Zingaretti e Carlo Calenda

globalist 19 luglio 2019
"Il problema è che mentre il Governo è completamente a pezzi una mozione di sfiducia rischierebbe di ricompattarlo. Penso sia un errore. Poi se vuoi ritrascinarmi nelle polemiche Renzi sì Renzi no...divertiti da solo". Lo scrive Carlo Calenda su Twitter, replicando a un utente che gli chiedeva della mozione di sfiducia a Matteo Salvini per il 'russiagate' da presentare in Parlamento.
"Secondo me proporre la mozione di sfiducia a #Salvini è un ottimo modo per ricompattare Lega e M5S e scongiurare la caduta del Governo. Ci penserei attentamente", ribadisce l'europarlamentare in un altro tweet.
La replica di Anna Ascani
"La finta crisi di governo è solo un’operazione di distrazione di massa. Di Maio e Salvini non molleranno mai spontaneamente le loro poltrone ai ministeri. Il Pd non cada nel tranello, non diventi la spalla di questa sceneggiata che serve solo a nascondere le notizie ogni giorno più scandalose che escono sul caso dei fondi russi alla Lega". 
Lo ha scritto su Facebook la vicepresidente del Pd, Anna Ascani.
"E` vero che in una situazione normale - prosegue Ascani - la mozione di sfiducia andrebbe presentata dopo l’eventuale presentazione di Salvini alle Camere, ma qui non siamo in una situazione normale: Salvini, con la complicità di Di Maio, continua a scappare e a farsi beffe del Parlamento. Una situazione vergognosa. E allora il dovere di un’opposizione seria è smascherare questo teatro. Invece nel Pd c’è chi preferisce alimentare veleni, anonimi deputati 'vicini al segretario' che insultano chi propone che si vada davvero fino in fondo sul caso Russia. Perché questi veleni non sono stati smentiti? Sarebbe questo il nuovo partito che ha in mente il segretario? C’è ben poco di nuovo in questo modo di procedere. Non serve il Pd per ricompattare Salvini e Di Maio: a tenerli uniti ci pensano le poltrone. Chi pensa di dividerli per accordarsi con i grillini commette un errore enorme".