La Lega voleva cancellare il reato di finanziamento estero: una coincidenza?

Essendo una proposta di legge piuttosto singolare pare del tutto evidente che chi l'ha promossa potesse pensare che dall'estero potevano arrivare per qualche formazione politica. 

Putin, Salvini, Savoini

Putin, Salvini, Savoini

globalist 12 luglio 2019
Mentre monta la polemica sul Russiagate leghista, dopo l'audio che ha mostrato un collaboratore di Salvini mentre chiedeva finanziamenti ai russi per favorire un cartello di estrema destra filo Putin dentro la Ue, negli ambienti parlamentari è rispuntato il progetto della Lega di cancellare il reato di finanziamento estero ai partiti. Essendo una proposta di legge piuttosto singolare pare del tutto evidente che chi l'ha promossa potesse pensare che dall'estero potevano arrivare per qualche formazione politica. 


L'indagine. Nel frattempo procura di Milano ha aperto un’inchiesta sulla vicenda di  Gianluca Savoini e di presunti fondi russi dirottati illegalmente verso la campagna elettorale della Lega. L’ipotesi, secondo quanto si è appreso, è corruzione internazionale. I magistrati competenti hanno già sentito alcune persone. “Stiamo facendo accertamenti per capire se ci siano reati o meno”, ha affermato il procuratore di Milano Francesco Greco.


Sono già state sentite alcune persone dalla Procura di Milano nell'ambito dell'inchiesta sui presunti fondi russi alla Lega. L'indagine nasce dagli articoli de L'Espresso e dall'audio pubblicato sul sito americano BuzzFeed, con la voce di Gianluca Savoini, leghista presidente dell'associazione Lombardia-Russia, che a Mosca avrebbe trattato con alcuni russi per far arrivare fino a 65 milioni di dollari alla Lega nell'ambito di affari legati al petrolio ma non si sa se l'intesa sia mai andata in porto.
La Procura di Milano era comunque già entrata in possesso da diverse settimane dei file audio relativi all'incontro del 18 ottobre scorso avvenuto nella hall dell'hotel Metropol di Mosca tra Gianlica Savoini, ex portavoce del ministro dell'Interno Matteo Salvini e fondatore dell'associazione Lombardia-Russia, e altre 5 persone. Tra loro ci sarebbe stato un manager vicino al Cremlino, un traduttore e una terza persona di origine russa, oltre a un avvocato italiano e a un altro interlocutore italiano. Non si sa ancora se i magistrati, che indagano per corruzione internazionale, abbiano trovato i file audio e li abbiano acquisiti dopo aver avviato le indagini a seguito dell'inchiesta giornalistica o se qualcuno li abbia consegnate direttamente alla Procura.