Fattori: "Fondi russi a Lega? Noi del Movimento in altri tempi avremmo messo sottosopra il parlamento"

La dissidente: "Forse Di Maio dovrebbe attivare l’ascolto nei confronti di chi gli dice che c’è qualcosa che non va".

Elena Fattori
Elena Fattori
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12 Luglio 2019 - 08.09


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“Fondi russi a Lega? Non si possono derubricare queste cose solo perché si è al governo insieme, in altri tempi avremmo messo sottosopra il parlamento per una cosa simile. Oggi parlare di un M5S non ha più senso, ce ne sono tanti, io faccio parte di quello antico. Quella guidata da Luigi Di Maio è ormai una sottocategoria del Movimento che non rappresenta tutti. Critiche di Di Battista? Credo sia un valore aggiunto avere delle critiche costruttive. Di Maio non ha nessun diritto di giudicare chi fa qualcosa a nome suo, bisogna che scenda dallo scranno dell’imperatore perché l’Italia è una democrazia e ognuno può dire quello che vuole. Forse Di Maio dovrebbe attivare l’ascolto nei confronti di chi gli dice che c’è qualcosa che non va. Se fino adesso si è stati zerbini di Salvini, non scordiamoci che i nostri voti sono soprattutto al sud, addirittura cedere sulle scuole al sud vorrebbe dire suicidio completo. Quella di Di Maio deve essere una resistenza vera su questo tema”.

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Come riporta L’Huffingtonpost, Elena Fattori, Senatrice del M5S, è intervenuta ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta” condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

Riguardo la questione dei presunti finanziamenti dalla Russia alla Lega. “Su questa vicenda bisogna indagare, inutile richiamare vicende precedenti come i soldi russi al Partito Comunista come ho visto in un servizio su Rai 2 – ha affermato Fattori-. La presidente del Senato ha detto che sono pettegolezzi, io non posso giudicare se sia davvero così, però credo che su una questione del genere l’atteggiamento giusto sia quello di fare chiarezza. Non si possono derubricare queste cose solo perché si è al governo insieme. In altri tempi avremmo messo sottosopra il parlamento per una cosa simile. Oggi parlare di un M5S non ha più senso, ce ne sono tanti. Io faccio parte di quello antico. Come disse Di Battista la coerenza è un valore, l’intransigenza anche. Veder cambiare certi principi per convenienza non è semplice. Quella guidata da Luigi Di Maio è ormai una sottocategoria del Movimento che non rappresenta tutti”.

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