Totò Martello conferma: "In Rai hanno avuto l'ordine di non intervistarmi"

Il primo cittadino dell’isola ha denunciato che la tv pubblica ha avuto l’ordine di non intervistarlo: «Non è giusto ma non per me, per una corretta informazione. E gli sbarchi continuano»

Totò Martello sindaco di Lampedusa

Totò Martello sindaco di Lampedusa

globalist 10 luglio 2019
Ste. Mi.
«È vero, la Rai non vuole intervistare il sindaco di Lampedusa. Ma a me non interessa se non mi intervistano. Il problema è la corretta informazione, punto e basta, la tv pubblica non può ricevere censure da nessuno». Lo denuncia Salvatore Martello, detto Totò, sindaco di Lampedusa, già nel Pd ed eletto nel 2017 alla guida della lista civica “Sesemuni” (sta per “alziamoci”), a globalist.it conferma quanto ha dichiarato nei giorni scorsi: alcuni giornalisti della Rai gli hanno detto di aver avuto l’ordine di non intervistarlo. Per sapere come la pensa: secondo Martello chi sta per annegare deve essere soccorso, se una nave chiede di entrare in porto carica di migranti quei salvati in mare quei migranti vanno fatti sbarcare, assistiti, nutriti.
Martello, conferma? Quale canale o telegiornale vuole evitare di intervistarla come sindaco di Lampedusa?
Non è giusto, non certo per me, ma per l’informazione.
Tg1, Tg2 o Tg3?
La Rai. In generale.
Nell’isola ci sono altri sbarchi? Qual è la situazione?
Si dice che la situazione è tranquilla ma ci sono stati sbarchi, oggi, ieri, l’anno scorso…
Quindi continuan?
Sì. Aspettiamo nuove disposizioni e aspettiamo di vedere se avranno o no effetti. Si parla di militari, non lo sappiamo.
Come valuta il decreto sicurezza bis di Salvini?
I frutti del decreto sicurezza bis sono quelli che avete letto in questi giorni, quanto è accaduto alla Sea Watch, alla nave Mediterranea, con gli sbarchi in porti che si sono chiusi e aperti e non si capisce niente.
Sulla Sea Watch concorda con il governo o con la magistratura?
Sono compiti diversi. Quando c’è la legge va applicata, le valutazioni della magistratura secondo me sono giuste. Oltre tutto non abbiamo il potere di dire cose diverse perché hanno fatto indagini, hanno capito di cosa si parla, hanno elementi a disposizione, non è che la Procura decide così per decidere: valuta gli elementi reali e per me ha agito bene.
Bisogna affidarsi alla Guardia costiera libica, come dice il governo?
Quante guardie costiere ci sono in Libia? Non lo sappiamo dire. Ci sono due o tre presidenti. E a quale guardia costiera ci si deve rivolgere? I loro porti un giorno sono sicuri uno no, il giorno prima c’è la guerra il giorno dopo no.
Qualcuno dice che in Libia non c’è la guerra. Un centro di detenzione per migranti è stato bombardato da un aereo. Non è guerra?
Lo diciamo noi, che era un bombardamento, che c’è guerra. Erano bombe a grappolo o fuochi d’artificio?