Il parroco di Piombino si schiera con la Sea Watch e parte subito l'attacco della Lega

Pier Luigi Castelli, parroco della Chiesa di Sant’Antimo Martire: "provo vergogna per il diniego all'approdo e immorale la legge che non rispetta la vita"

Carola Rackete

Carola Rackete

globalist 3 luglio 2019
Parola di uomo di pace, di uomo di Chiesa, di sacerdote che si ritrova nell'insegnamento di Papa Francesco.
Pier Luidi Castelli, parroco a Piombino ha scritto la sua opinione e sono subito partiti gli attacchi della Lega.
Questo il testo del sacerdote:
Non l’ignavia, non l’indifferenza, non il silenzio
Il sottoscritto Pier Luigi Castelli, parroco di questa Chiesa di Sant’Antimo Martire, in Piombino, a titolo strettamente personale, senza coinvolgere alcun membro di questa Comunità, ma felice se qualcuno ne vuole liberamente condividere il pensiero, dichiara:
- Non in nome mio ha agito il Governo italiano e non gli riconosco il diritto di definire 'criminali' e 'atto di guerra' le decisioni assunte dalla Comandante della Sea Watch 3: guerra è piuttosto quella esplicitamente dichiarata nei confronti delle Ong che soccorrono disperati.
- Provo vergogna del diniego all’approdo per così tanti giorni anche dopo la disponibilità manifestata dall’Arcivescovo di Torino Cesare Nosiglia prima e da cinque Nazioni poi di accogliere le 42 persone che quell’imbarcazione trasportava.
- Non condivido e mi appare ipocrita la distinzione tra l’aspetto morale e quello legale cui si è richiamato il Presidente Conte: è 'immorale' quella legge che non rispetta la vita e la dignità delle persone, le quali sono sempre il fine e non il mezzo per le azioni politiche che si vogliono intraprendere. Approvo chi ha scritto: 'la questione interpella l’etica prima ancora della legge e della politica'.
- Vedo la fine di una Unione Europea che non è capace di farsi carico 'in solido' delle profonde ferite del mondo e delle epocali sue trasformazioni, ricorrendo – con anche il nostro Governo assente e complice – ad egoismi nazionali e a lucrare su paure in gran parte indotte.
- Stigmatizzo l’atteggiamento di chi sbandiera simboli di fede e di preghiera, pellegrinaggi e presenze in luoghi cari alla devozione popolare e poi offende, con provocazioni contrarie, lo spirito e la lettera del Vangelo e la testimonianza che Gesù Cristo ha offerto: 'il sabato è per l’uomo, non l’uomo per il sabato'.
- Ascolto con sofferenza le dichiarazioni: 'non prendiamo lezioni da nessuno', quando ormai è evidente e ancor più doloroso che – diversamente dalla nostra storia e dalla nostra civiltà – ci siamo messi in condizione di non poterne dare più ad alcuno.
- Accetto che si rimproveri la mia persona e i miei atteggiamenti di essere non adeguati al Vangelo di Gesù che io professo con convinzione, ma si dimostri che ciò che io ora ho affermato è contrario a quel Vangelo! Prima che sia troppo tardi voglio evitare l’ignavia, l’indifferenza, la complicità anche del silenzio.”
Gli attecchi della Lega
"Sinceramente siamo rimasti quantomeno interdetti dall'iniziativa di un parroco piombinese il quale, sulla porta della chiesa di Sant'Antimo, ha affisso un cartello che, in sintesi, appoggia pienamente il modus operandi della famigerata nave "Sea Watch", criticando, viceversa, l'operato del nostro governo." Lo afferma Roberto Biasci, Consigliere regionale della Lega "Una presa di posizione netta-prosegue il Consigliere-che non tiene minimamente conto di quanto fatto da parte del comandante dell'imbarcazione che, tra l'altro, ha letteralmente speronato una nostra unità navale." "A nostro parere-sottolinea l'esponente leghista-un prete non dovrebbe, proprio perché indossa l'abito talare, esprimere, con queste inusuali modalità, le sue convinzioni che potrebbero, specialmente in questo caso, essere fuorvianti." "E' giusto-precisa Biasci-che ognuno di questa vicenda tragga le sue debite conclusioni, ma esporle addirittura fuori da una chiesa ci sembra inopportuno." "Insomma-conclude Roberto Biasci-è doveroso salvare vite umane in mare(comunque, ricordiamo, che gli immigrati in questione non erano assolutamente in pericolo di vita), ma, a nostro parere, quanto fatto da Don Castelli è solamente una provocazione fine a se stessa."

Xfi