Perché Giulio Regeni va di traverso alla Lega e alla destra 'italica'

Se tutti fossimo in gamba come Giulio e la sua famiglia non avremmo certo governi gialloverdi e maschilismo, omofobia, razzismo.

Regeni

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Claudia Sarritzu 24 giugno 2019
Giulio Regeni non è mai stato particolarmente simpatico alla Lega. La freddezza con cui il partito di Salvini ha trattato la triste vicenda del ricercatore italiano- torturato e ucciso a Il Cairo- e la sua famiglia impegnata a scovare la verità, è sotto gli occhi di tutti. 
Non credo che la preoccupazione dei leghisti siano i rapporti con Al Sisi ma più che altro quello che rappresentava Giulio da vivo e anche ora da morto.
Giulio è uno studioso, un ragazzo che dialogava con il mondo musulmano, un figlio dell'Europa e del mondo che si stava formando in una delle migliori università del pianeta.
Giulio è esattamente quella tipologia di ragazzo che terrorizza partiti populisti come la Lega. Giulio non mettava like a post di politici che mangiano Nutella, guardano il Grande Fratello e sputano veleno contro i migranti. Giulio non si faceva dire a cosa doveva credere perché aveva l'intelligenza e gli strumenti per interpretare la realtà senza l'aiuto di capi popolo.
Se tutti fossimo in gamba come Giulio e la sua famiglia non avremmo certo governi gialloverdi e maschilismo, omofobia, razzismo.
Quando a Ferrara hanno poggiato lo striscione della Lega sopra quello giallo che chiedeva verità per Giulio hann detto che si era trattato di un errore. Ma è stata fatta una scortesia (badate bene), ma un consapevole gesto politico.
E infatti prima lo hanno tolto dal palazzo della regione Friuli Venezia Giulia e poi la stessa cosa ha fatto il sindaco leghista di Sassuolo, definendo in maniera sprezzante questa richiesta di giustizia una cosa vecchia e anti-estetica.
"Al diavolo questi 'ragazzi bene' colti e intelligenti!". Meglio un popolino ignorante e stupido che non capisce nulla di nulla, si fa selfie demenziali, vive di quiz televisivi e vota chi indica il nemico da odiare.
Oggi intanto il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga (Lega) è intervenuto ai microfoni della trasmissione "L'Italia s'è desta" condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell'Università Niccolò Cusano.
"Striscione Regeni? Secondo il pensiero unico se metti lo striscione chiedi la verità, se lo togli vieni accusato di essere colluso con l'Egitto. Il Piccolo, giornale di Trieste, ha messo mi piace a un post che mi paragona a un gerarca nazista. Poi sono gli stessi che fanno le campagne contro gli haters. Ho visto anche il tweet di Enrico Letta, che ho sempre stimato, e che mi dà del meschino. Boldrini dice di ritirare ambasciatore italiano al Cairo? Quando Boldrini era presidente della Camera ed è stato rimandato l'ambasciatore italiano al Cairo perché è stata zitta?". Riguardo l'immigrazione sulla rotta balcanica: "Tutti i Paesi su quella rotta devono fare filtro e bloccare altrimenti dovremo sospendere Schengen"