Ordinario Zingaretti straordinario

Il comportamento del segretario mi ha fatto venire in mente l'ultimo monologo di uno scrittore che stimo molto: Stefano Massini

Zingaretti

Zingaretti

David Grieco 17 giugno 2019

Oggi più che mai, nel Pd e fuori dal Pd, tutti sparano all'impazzata contro Nicola Zingaretti. 
Perché? 
Perché il segretario del Pd ha appena presentato la sua segreteria, cioè il suo "team" come dicono i cretini che sanno usare solo il linguaggio imperante del marketing. 
E cosa ha fatto? Ha tenuto fuori i renziani.
Ora, dicevamo che nel Pd tutti sparano a destra e a manca. Poiché sparano tutti, non soltanto i renziani, tutti finiscono per colpire tutti, come in un film di Quentin Tarantino. I morti sul campo non si contano più. Persino Carlo Calenda, che non hai mai saputo neppure da che parte stava, lancia il suo ultimo grido: "Mi vergogno di aver chiesto voti per questo partito!".
L'ordinario Nicola Zingaretti è un uomo veramente straordinario. 
Adesso posso finalmente dirlo senza giri di parole. Perché Nicola Zingaretti ha fatto, in questi anni, in questi mesi, in questi giorni, l'unica cosa che si poteva fare, l'unica cosa che deve fare un padre di famiglia quando si accorge che tutti i suoi figli sono in pericolo. 
Subire in silenzio, raccogliere le idee, pensare e ripensare, esitare quasi all'infinito prima di prendere una decisione giusta e coerente, cercare sempre di aggrapparsi alla realtà per quanto folle sia diventata, rischiare seriamente di impazzire, e sforzarsi di non esplodere mai. 
Questo sforzo immane per i miei figli credo che io avrei cercato di farlo e chissà, forse sarei persino riuscito a farlo. 
Ma per un paese intero no, non avrei saputo farlo. 
L'ordinario, straordinario Zingaretti sta dando all'Italia una lezione di coraggio all'altezza di quella di Enrico Berlinguer. 
Parlo del coraggio vero. È questo oggi il coraggio vero. È un coraggio atavico, eterno eppure smarrito. È il coraggio superiore che ti chiede di superare qualunque paura. È un coraggio che pare ormai del tutto assente nel paese. È il coraggio del buon padre di famiglia. 
Il comportamento di Nicola Zingaretti mi ha fatto venire in mente l'ultimo monologo di uno scrittore/attore che stimo molto, Stefano Massini, andato in onda giovedì scorso nella trasmissione "Piazza Pulita". 
Massini ha letto in diretta televisiva l'ultima lettera scritta da Riccardo Morpurgo prima di togliersi la vita. Riccardo Morpurgo aveva 64 anni. Era un imprenditore. Cioè un padrone. Ma era prima di tutto un padre di famiglia.
Questa lettera voglio riportarla quasi integralmente, per dare ai lettori la possibilità di leggerla e di rileggerla e non semplicemente di ascoltarla. Se la volete vedere, vi basterà cercarla su Internet e la troverete facilmente.
"La mia è stata -scrive Riccardo Morpurgo prima di suicidarsi- una crudele, sfinente ed umiliante alternanza tra illusione e disillusione, tra fiduciosa, e finalmente luminosa, ed immediata delusione. E così per anni. Quando a una precisa domanda ho risposto "mi dispiace, non so più cosa fare", ho letto negli occhi altrui un lampo di terrore. "Ma come, ingegnere, tu che sei la nostra speranza?". Ecco, in quel momento ho capito che bisognava reagire. Ho reagito, ho progettato, relazionato, mi sono umiliato sin dove non avrei mai creduto di dovere, potere e sapere fare, e ancora ho progettato, e ancora mi sono relazionato, e ancora mi sono umiliato, e ho perfino ipotecato il futuro mio e della mia famiglia. Inutilmente. Troppo debole, evidentemente, la mia voce. E allora, con l'ultima goccia di energia che ancora conservo, faccio scoppiare fragorosa la bomba, fiducioso che finalmente venga recepito il mio urlo disperato. Tanti sono gli errori che ho commesso nella mia vita. Errori di supponenza, errori di ingenuità, errori di ottimismo nel prossimo, errori di poca o nulla previdenza".
"Errori. Ma chi non ne fa? E in mezzo a tutti questi errori, non sono tuttavia venuto mai meno ai dettami di coscienza e di onestà. Mi rivolgo ai responsabili. Assolutamente irresponsabili... A chi, abusando del suo infimo potere, si arroga il diritto di divertirsi. Giocando. Con le necessità, con le ansie, con le emozioni del prossimo. Senza capacitarsi, forse, che il suo divertimento può essere recepito tragicamente da chi lo subisce". 
"Ai miei meravigliosi figli, ad Allegra, a Joelle, a Matteo, e alla mia nipotina che mai mi ricorderà, dico: guardate al futuro. E adesso rivolgetevi, a testa alta: mai, e poi mai e ancora mai dovrete abbassare lo sguardo. Perché voi e i giovani come voi siete i veri Signori di questo mondo dorato e sbagliato" (12 aprile 2018).
Stefano Massini conclude il suo ultimo monologo televisivo con una frase che sembra la battuta di un comico ma invece è una frase di estrema profondità, che riassume il mondo in cui oggi purtroppo tutti viviamo e il modo in cui lo stiamo purtroppo vivendo: 
"Che cazzo avrete da ridere?!"
Caro Nicola Zingaretti, tu hai dimostrato di aver capito in questi anni, in questi mesi e in questi giorni esattamente ciò che aveva capito quel piccolo straordinario essere umano che rispondeva al nome di Riccardo Morpurgo.
Ma tu sai bene che non puoi e non devi morire. Continua così e cerca di continuare a dimostrare, con enorme coerenza e pazienza, che il sacrificio di quelli come Riccardo Morpurgo non è stato vano.
Tu non puoi sapere, nessuno può sapere quanto tempo ci vorrà. Ma la strada è questa. Non ne esistono altre.