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Continua lo scontro tra Lega e M5s sul caso Rixi: Salvini ribadisce che non si dimetterà

È già partito il fuoco di fila per chiedere le dimissioni di Rixi, qualora il sottosegretario leghista ai Trasporti dovesse essere condannato giovedì pomeriggio nel processo sulle 'spese pazze' in Liguria

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globalist

29 Maggio 2019 - 09.34


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“Se condannato deve lasciare”. È già partito il fuoco di fila per chiedere le dimissioni di Rixi, qualora il sottosegretario leghista ai Trasporti dovesse essere condannato giovedì pomeriggio nel processo sulle ‘spese pazze’ in Liguria.

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Una linea oltranzista rilanciata da Di Battista, il sottosegretario Buffagni, dal senatore Paragone ma anche Di Maio ieri ha chiarito che la posizione del Movimento sarà quella espressa sul caso Siri.

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“Siamo pronti alla rivoluzione civile se chiederanno un suo passo indietro”, spiega una fonte parlamentare del partito di via Bellerio. Salvini affronterà la questione con il diretto interessato ma per ora la linea è quella di respingere quelli che nel Carroccio definiscono assalti giustizialisti preventivi, ovvero ancor prima che arrivi la sentenza.

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Il ministro dell’Interno ha preso tempo: “Non commento l’attività della magistratura. Le assoluzioni e le condanne le commento quando ci sono”. Per poi sottolineare di capire “il travaglio M5s”. “Anche se condannato resterà al suo posto”, ha rimarcato il capogruppo al Senato, Romeo.

Niente dimissioni, quindi. Ma l’argomento giustizia sarà sul tavolo anche domani all’assemblea M5s, con Di Battista soprattutto pronto ad indossare i panni di chi intende difendere a spada tratta uno dei cardini del Movimento.

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“C’e’ un contratto di Governo – ha affermato Buffagni – da rispettare dove c’è scritto chiaramente cosa si deve fare. Se non lo vogliono rispettare e farlo saltare lo dicano chiaramente e se ne assumano la piena responsabilità”.

La Lega però non ci sta e rilancia sulla Tav. Non ci sarà un emendamento allo sblocca-cantieri ma un ordine del giorno che impegnerà il governo per poi arrivare ad un un decreto ministeriale. Resta il caos nella maggioranza: in un primo momento si era deciso di mettere la fiducia sul dl Calabria, ma anche per il timore di imboscate si è deciso di rinviare ogni provvedimento in discussione alle Camere.

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In attesa anche di un chiarimento sugli altri dossier sul tavolo, dall’autonomia alla flat tax, dal dl sicurezza bis al dl sulla famiglia. Con il Movimento 5 stelle che si aspetta che palazzo Chigi faccia da argine alle richieste di Salvini. “Conte ha la mia fiducia ma mantenga gli impegni”, incalza il responsabile del Viminale.

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