Perchè andare a votare se non si parla di cose concrete?

L'Italia è stato l'unico paese in Europa a registrare un'affluenza minore rispetto a quella delle scorse europee. perché l'Italia, dell'Europa, non sa nulla e queste elezioni erano un referendum su Matteo Salvini

Elezioni

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David Grieco 27 maggio 2019

Sono uno dei due milioni di fessi che ha buttato il suo voto. E non è nemmeno la prima volta. Stavolta ho votato La Sinistra, alle politiche avevo votato Liberi e Uguali. Tutto quello che posso fare è promettere a me stesso che non succederà più.


La verità nuda e cruda, però, è che tanti normali cittadini italiani sani di mente non sapevano cosa andare a votare.


In queste elezioni europee si è raramente parlato di Europa. Era un referendum su Salvini, che Salvini ha fortemente voluto e orientato con qualunque mezzo. Ci siamo cascati tutti e gli abbiamo spalancato un'autostrada. Perché? Per il semplice fatto che nessun altro aveva un barlume di idea, uno straccio di proposta da fare al paese.


Agli elettori italiani, così poco europei, è mancata l'offerta. Infatti, l'Italia è stato l'unico paese europeo dove l'affluenza alle urne si è rivelata inferiore alle precedenti elezioni europee.


La sinistra, qualunque sinistra, non aveva nulla da dire. Nelle ultime settimane, abbiamo ritrovato un vigoroso antifascismo per rispondere a un'onda anomala di un preoccupante fascismo di ritorno. Preoccupante sì, ma a ripensarci adesso probabilmente piuttosto fasullo.


Questo fascismo interpretato da teppisti e stupratori brutti sporchi e cattivi sembrava una specie di nuova versione della "strategia della tensione", un remake molto horror ma anche parecchio cialtrone, all'insegna del "divide et impera".


I fascisti che abbiamo visto in azione un po' dappertutto sono ragazzi scoppiati, pecore nere di tante famiglie, ultras di calcio, delinquenti comuni. Salvini, del resto, ha fatto sempre spallucce e li ha sempre definiti tali. Lui li stava abilmente orchestrando. Non a caso, i voti degli elettori fascisti alla fine li hanno presi Salvini e la Meloni, mica Forza Nuova e Casa Pound. I fascisti sono abituati a fare il lavoro sporco, si sa. Basta pagare.


Gli altri, a cominciare dalla sinistra, avrebbero dovuto parlare di politica in termini molto concreti ma non lo hanno fatto. Tutti, nessuno escluso, si sono rifugiati in questa macchina del tempo ordita da Salvini e si sono ben guardati dall'affrontare i temi fondamentali di oggi.


Che sono tre: l'ambiente, la creazione di milioni di posti di lavoro derivati dalle nuove tecnologie, la giustizia sociale.


Tre temi che il cosiddetto governo del cambiamento non è assolutamente capace nemmeno di provare a risolvere, se non aumentando l'ingiustizia sociale (la flat tax) o cercando di abolire il lavoro (il reddito di cittadinanza), per spalancare sotto i nostri piedi un baratro di debiti in cui il paese rischia di precipitare a breve.


L'Italia non ha mai avuto e continua a non avere un partito ecologista. Ne è stato appena costituito uno, l'ennesimo, che risultava invisibile durante la campagna elettorale ma nonostante ciò ha raccolto comunque più voti di quanto si potesse immaginare (più della Sinistra di Fratoianni, tanto per affondare il coltello nella piaga sua e mia) in virtù di un tema che sta a cuore a molti più italiani di quanto si possa immaginare.


Se continueremo ad inseguire Salvini in questo torneo medioevale, l'Italia è spacciata.


Se invece sapremo concentrarci presto, molto presto, su questi tre temi, ma dicendo cose molto concrete e usando il know how necessario per fare cose ancora più concrete, forse possiamo voltare pagina.


La situazione dell'Italia e del suo tragico ritardo a prendere coscienza che ci troviamo nel 2019, l'ho trovata ben rappresentata da una piccola notizia apparsa sui giornali alla vigilia delle elezioni. Una notizia in cui si descrivevano i passi da gigante di un paese come la Slovenia, dove fino a non molto tempo fa non veniva fatta nemmeno la raccolta differenziata dei rifiuti. Ebbene, in brevissimo tempo, la Slovenia sta diventando un paese che non produce più rifiuti. Niente rifiuti significa tanti nuovi lavori, tanto risparmio delle somme iperboliche che occorrono per smaltirli, tanta criminalità organizzata a bocca asciutta.


La Slovenia, cazzo.