Di Maio prima dice che con la Lega non ci sono problemi poi ammette: sono paranoici

Luigi Di Maio, ospite a Mattino Cinque, prova a stemperare le tensioni interne al governo, dopo lo scontro di ieri in Cdm sul decreto Sicurezza bis e sul ruolo del premier Giuseppe Conte.

Di Maio

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globalist 21 maggio 2019

“Nessuno ha litigato ieri sera, clima sereno in Cdm. L’unica questione è che ci sono delle osservazioni dal Colle ed è giusto che nei prossimi giorni ci siano delle interlocuzioni con il capo dello Stato per risolvere tutti i dubbi”. Luigi Di Maio, ospite a Mattino Cinque, prova a stemperare le tensioni interne al governo, dopo lo scontro di ieri in Cdm sul decreto Sicurezza bis e sul ruolo del premier Giuseppe Conte.


Poi però è lo stesso capo politico M5S a tornare sulla miccia da cui è divampato l’incendio. Per Di Maio, infatti, l’attacco sferrato ieri a Conte dal sottosegretario leghista Giancarlo Giorgetti (che lo ha accusato di non essere super partes) è stato “ingiusto”. “Mai abbiamo avuto un presidente di garanzia come Conte. Questo presidente del Consiglio è di garanzia di tutte e due le forze politiche. Dire che è di parte è, secondo me, indice di nervosismo…”, ha commentato il leader M5S.


Con Salvini – ha poi ammesso Di Maio - “i rapporti sono molto meno efficaci di prima”. Le cose sono cambiate “da quando è cominciato il caso Siri: evidentemente sono arrabbiati... Io voglio che il governo vada avanti, la Lega è arrabbiata perché abbiamo chiesto le dimissioni di Siri indagato per corruzione”. E ancora: “Non si può minacciare una crisi di governo ogni giorno, io voglio andare avanti, ma credo che si debbano dire le cose quando non vanno bene”.


Nel Cdm di ieri è stato rinviato anche il dl Famiglie caro ai 5 Stelle.  Le coperture per il decreto “non sono state individuate al momento” e il provvedimento ”è stato rinviato”, ha confermato il ministro dell’Economia Giovanni Tria ad Agorà su Raitre. Riguardo le coperture, inoltre, “sapremo a fine anno e non adesso se si spenderà meno di quanto preventivato” per il reddito di cittadinanza ed ”è chiaro come queste spese non si possano portare all’anno seguente”.