Tensione tra Salvini e Toninelli sul decreto sicurezza bis: il 5stelle perderebbe poteri

Attesa per il preconsiglio dei ministri. Disaccordo tra il ministro dellʼInterno e quello delle Infrastrutture

Toninelli e Salvini

Toninelli e Salvini

globalist 16 maggio 2019
C'è anche un fondo per i rimpatri, con una dotazione iniziale di due milioni per il 2019, nella bozza del decreto sicurezza bis che arriverà nel preconsiglio dei ministri. Il documento prevede anche una multa, da 20mila a 50mila euro, per le navi che soccorrono migranti. Stretta sulle espulsioni degli stranieri condannati. Sui tempi del provvedimento, tensione tra Salvini e Toninelli, che teme di avere, con il decreto, meno poteri.
Obiettivo del vicepremier Matteo Salvini è incassare uno dei provvedimenti più identitari della Lega e della sua stessa campagna per le Europee prima del voto. Ma Luigi Di Maio non ci sta. La strategia del Movimento è quella di rinviare un eventuale ok alla misura a dopo le Europee: troppi sono infatti i risvolti elettorali negativi che il provvedimento produrrebbe per i Cinque Stelle, che tra l'altro non paiono concordare neppure sul merito della proposta.
Disaccordo tra il ministro dell'Interno e quello delle Infrastrutture - La tensione aumenta quando, mercoledì pomeriggio, il ministro per le Infrastrutture e i Trasporti Danilo Toninelli, il cui raggio di competenze risulterebbe di fatto limitato dal dl sicurezza bis, scandisce il suo stop. "Abbiamo il dl crescita, lo Sbloccacantieri. Dopo le elezioni e dopo l'approvazione di questi due decreti fondamentali per il governo valuteremo con serenità, e stando attenti a tutti i livelli del diritto, anche il decreto sicurezza bis", sottolinea il ministro M5s.
Poco dopo Salvini ai cronisti alla Camera smentisce ad una ad una le parole di Toninelli. "Il decreto è pronto, il 20 va in Cdm", sottolinea il vicepremier, che incalza: "Non credo che la lotta alla camorra conosca pause elettorali, c'è la copertura, ci sono provvedimenti contro gli scafisti, c'è dentro tutto, non si capisce perché occorra aspettare".
L'obiettivo del Movimento è frenare l'iter del testo, seppur - sottolineano fonti di governo pentastellate - con "spirito costruttivo". E il Movimento ha intenzione di sedersi al tavolo "ben armato". Di certo, nei vertici del Movimento si ha la sensazione che l'obiettivo del decreto sia soprattutto quello di togliere poteri a Toninelli cercando di aggiustare il tiro anche sul nodo dei rimpatri. Per Salvini, invece, il provvedimento ha i caratteri della straordinaria necessità e urgenza e il vicepremier punta tutto sui suoi cavalli di battaglia: dalla stretta ai migranti e a chi li accoglie all'istituzione di un fondo ad hoc sui rimpatri da istituire alla Farnesina per incentivi ai Paesi d'origine che si mostrano più collaborativi.