Chiara Appendino contro la Lega: “Lagioia al Salone del libro non si tocca”

Il capogruppo leghista a Torino Ricca vuole cacciare il direttore perché ha estromesso la Altaforte di un editore dichiaratamente fascista

Chiara Appendino

Chiara Appendino

Desk 14 maggio 2019
La sindaca di Torino Chiara Appendino, 5 Stelle, respinge l’attacco alla direzione del Salone del libro sferrato dal capogruppo leghista in consiglio comunale Fabrizio Ricca che vuole le dimissioni di Nicola Lagioia perché ha estromesso la casa editrice Altaforte dell’editore dichiaratamente fascista Francesco Polacchi.

Chiara Appendino mette lo stop: "Non permetteremo alla Lega di distruggere il lavoro di tre anni col quale abbiamo faticosamente salvato il Salone. Nicola Lagioia, direttore della rinascita del Salone, non si tocca, è patrimonio della città. Se la Lega vuole prendersela con qualcuno se la prenda con chi si è assunto la responsabilità politica della scelta, ovvero la sottoscritta".

La sindaca pentastellata si fa quindi carico della giusta estromissione di una casa editrice ispirata a principi esplicitamente anti-democratici. Perché il leghista se la prende tanto? Le polemiche sono scoppiate perché Altaforte presentava il libro intervista di Chiara Giannini a Matteo Salvini, ma il problema non era minimamente il libro o cosa dice il ministro dell’Interno nonché vicepremier nonché leader della Lega: per Christian Raimo, poi Carlo Ginzburg, Zero Calcare e Wu Ming 4 non era accettabile stare sotto lo stesso tetto di un editore che fa riferimento a una formazione di estrema destra quale è Casa Pound e promuove valori anti-democratici.

Oltre tutto Lagioia va conducendo un Salone egregio e con riscontri di pubblico molto alto, da quando lo guida. Cacciarlo sarebbe una scelta poco avveduta.