Fermiamo i fascisti una volta per tutte

Dobbiamo smettere di ironizzare sui fascisti, dobbiamo smettere di considerarli patetici e folcloristici residui di un passato orribile. E soprattutto, dobbiamo smettere di sottovalutarli. 

Francesco Chiricozzi, consigliere di CasaPound a Vallerano in una foto pubblicata su Facebook

Francesco Chiricozzi, consigliere di CasaPound a Vallerano in una foto pubblicata su Facebook

David Grieco 29 aprile 2019

I due immondi e vili fascisti di CasaPound che hanno massacrato di botte e stuprato una donna inerme a Viterbo all'interno di un loro circolo, rappresentano la goccia, anzi la bomba d'acqua, che fa traboccare il fragile vaso della convivenza civile in questo nostro disastrato paese.
Dobbiamo smettere di ironizzare sui fascisti, dobbiamo smettere di guardarli dall'alto in basso per la loro miseria morale, dobbiamo smettere di considerarli patetici e folcloristici residui di un passato orribile. E soprattutto, dobbiamo smettere di sottovalutarli. 
Non è ammissibile che lo faccia Matteo Salvini, che è il loro nuovo duce perennemente travestito, ma questo è ovvio. Il Ministro degli Interni, che avrebbe per primo il dovere di ricacciare questi fascisti dalle fogne da cui provengono, ha risposto con la solita cazzata della castrazione chimica. Castrazione dei cervelli, piuttosto. E chiusura immediata di tutte le sedi di CasaPound, seguita dall'allontanamento altrettanto immediato di tutti i rappresentanti di Casa Pound che con la sfacciata complicità di Matteo Salvini e di Giorgia Meloni si sono infiltrati in tante sedi istituzionali.
In un paese ancora civile e democratico, non c'è altra risposta plausibile. Uno dei due stupratori di Viterbo è un consigliere comunale. Mesi fa, un altro consigliere comunale della stessa risma è stato faticosamente costretto alle dimissioni dopo che sul web lo abbiamo udito tutti gridare infervorato in una discoteca che c'era "una figa da stuprare".
Basta scherzare. Lo voglio dire persino al mio collega prediletto, Maurizio Crozza, che scrive con i suoi straordinari autori e interpreta magistralmente in Tv editoriali spesso migliori dei nostri. Per favore Maurizio, chiudi la tua imitazione di Vittorio Feltri. Le oscene considerazioni maschiliste di questo collega di cui ogni giornalista degno di questo nome non può che vergognarsi, hanno passato il segno da tempo. E poiché in questo disastro mentale italiano c'è troppa gente che interpreta le cose alla rovescia, anche la tua macchietta di Feltri può essere pericolosa, oltre che assolutamente vomitevole.
Infine, c'è un'altra cosa che noi giornalisti vogliamo capire. Può sembrare un dettaglio. Ma è un dettaglio di grande importanza.
Quando stamane ho appreso la notizia dello sconvolgente fattaccio di Viterbo, pensavo che fosse accaduto ieri, o avant'ieri, o al massimo 3 giorni fa. Invece è accaduto il 12 aprile scorso. 18 giorni fa.
Che cosa è successo in questi lunghissimi 18 giorni?
La vittima, che è stata pestata a sangue e stuprata per ore, non si è forse recata in un commissariato, non ha forse sporto denuncia all'alba o l'indomani? 
E se non avesse sporto denuncia, perché non lo ha fatto dal momento che doveva avere sul corpo le tracce più che evidenti di ciò che era accaduto?
E se invece avesse sporto denuncia, corredata dai cognomi dei suoi aguzzini che conosceva, perché questi due ignobili individui non sono stati immediatamente arrestati come si usa fare anche con i politici che si presume abbiano preso delle tangenti?
E se la polizia avesse avvertito la Procura come vuole la prassi, perché la Procura non ne ha disposto l'arresto?
Perché cercare provare per giorni e giorni sui social network quando la vittima le prove doveva averle ben visibili sul proprio corpo?
Non accusiamo a vanvera nessuno. Ma pretendiamo spiegazioni. Tempestive, logiche e credibili.