Casapound di Viterbo difende gli stupratori: “saranno scagionati”

I neofascisti si dicono 'certi' che "le prove in mano agli avvocati scagioneranno i nostri ragazzi". Nel frattempo, lo sdegno politico arriva anche da personaggi di solito vicini, come la Meloni e Salvini

Esponenti di Casapound di Viterbo

Esponenti di Casapound di Viterbo

globalist 29 aprile 2019
Nonostante in queste ore la polizia stia ricostruendo la terribile vicenda dello stupro di Casapound e abbia dichiarato che i filmati sono 'raccapriccianti', la sede di Casapound di Viterbo ha fatto sapere che "non intende partecipare alla gogna mediatica, già abilmente partita guarda caso insieme all’inizio della campagna elettorale, nei confronti di due suoi giovanissimi militanti".
Non solo, i fascisti si dicono 'certi' che "le prove in mano agli avvocati scagioneranno i nostri ragazzi", dopo aver ammesso a denti stretti che "il reato contestato è molto grave ed estraneo al nostro Dna". "Una cosa è certa" scrivono, "nessuno di noi accetterà di sostenere chi gode a sbattere il mostro in prima pagina prima ancora di conoscere la realtà dei fatti”.
La situazione rimane comunque grave per i neofascisti: persino il loro principale alleato al governo, Matteo Salvini, non si è potuto esimere dal condannare l'accaduto, nonostante il nome di Casapound non sia mai fatto e l'intera vicenda è un modo per spostare l'attenzione sulla castrazione chimica. Argomento tirato in ballo anche da Giorgia Meloni, che però attacca direttamente Casapound. Sta di fatto che, da molti mesi a questa parte, il gruppo neofascista si ritrova politicamente isolato.