"C'è chi dice No!" di Vasco Rossi è il mio inno

Una Pasqua orribile. Inondata di sangue dagli integralisti religiosi. E funestata anche dall'ennesima immagine oscena e complementare di Matteo Salvini che imbraccia un mitra. 

"C'è chi dice No!" di Vasco Rossi è il mio inno

"C'è chi dice No!" di Vasco Rossi è il mio inno

David Grieco 21 aprile 2019

Oggi è Pasqua. Una Pasqua orribile. Inondata di sangue dagli integralisti religiosi. E funestata anche dall'ennesima immagine oscena e complementare di Matteo Salvini che imbraccia un mitra. 
Ma questa Pasqua così dolorosa a me che non sono credente ha inaspettatamente portato un bellissimo regalo.
Il regalo me lo hanno fatto due coetanei che apprezzo molto. Uno è Ilvo Diamanti, probabilmente il miglior sociologo che abbiamo. L'altro è Vasco Rossi, probabilmente il più importante cantautore italiano.
Stamane, in un articolo di Repubblica intitolato "Io e Vasco. Quarant'anni dopo", Ilvo Diamanti rivela di aver trascorso 40 anni fa alcuni giorni in ospedale nella stessa stanza con Vasco Rossi. Erano entrambi alle prese con le visite per stabilire l'idoneità al servizio militare. Ilvo Diamanti era già segretario delle ACLI di Vicenza. Vasco Rossi lavorava e guadagnava già come DJ. 
Diamanti tiene a precisare che Vasco, prima di andarsene da quell'ospedale militare, lasciò tutti i soldi che aveva in tasca a coetanei che stavano peggio di lui. Poi Diamanti conclude l'articolo con una breve frase. Una frase importante. Una frase che è anche il titolo di una canzone del 1987. La canzone di Vasco Rossi che ho sempre amato più di ogni altra, e voglio scriverla in maiuscolo con il punto esclamativo che ci mette Vasco quando la canta: "C'E' CHI DICE NO!"
Sono andato a riascoltarla su Internet e l'ho sentita attraverso il video dell'epoca, forse il più bel video che un cantante italiano abbia mai realizzato. 
In questo video c'è il mondo di oggi, tale e quale a quello in cui purtroppo oggi ci troviamo. Un mondo di miseria, di sopraffazione, di esclusione, di razzismo, di schiavitù collettiva. Un mondo distrutto dall'inquinamento. Un mondo che non ha più nulla di umano. Un mondo in cui un dittatore sfrutta e tortura, tratta come oggetti di nessuna importanza, tutti gli altri esseri umani.
La canzone è di poche parole, tutte estremamente significative. Molto, ma veramente molto più significative di 32 anni fa: 
...Tanta gente è convinta che ci sia nell'aldilà chissà cosa, e chissà...
...Quanta gente comunque ci sarà, che si accontenterà...
...C'è qualcuno che non sa, che cosa è un uomo!...
...C'è qualcuno che non ha, rispetto per nessuno!...
...C'è chi dice no!... Io non mi muovo!...
...C'è chi dice no!... Io non ci sono!...
...C'è chi dice no!... Io sono un uomo!...
Non ho mai amato questa canzone e questo video come li amo oggi, 32 anni dopo. E mi è venuto istintivamente da pensare ai leader o aspiranti tali della nostra epoca.
Nel 1987, Matteo Salvini aveva 14 anni, Matteo Renzi aveva 12 anni, Giorgia Meloni aveva 10 anni. Erano probabilmente ragazzi in vario modo stupidamente viziati ed inebriati dal consumismo regnante e dal berlusconismo rampante.
Nel 1987, Luigi di Maio aveva 1 anno. Ora forse mi risulta più comprensibile la sua ingenuità e il fatto che riesca sempre a parlare a sproposito.
Nel 1987, Nicola Zingaretti aveva 22 anni. A 17 aveva fondato "Nero e non solo" e già faceva parte del Movimento Internazionale per la Pace.
La realtà dei nostri tempi ci sembra sempre più complicata. Ma le deduzioni assennate, in realtà, diventano sempre più semplici.
"C'E' CHI DICE NO!", da questo momento in poi, sarà il mio inno alla vita. Spero lo diventi anche per tanti progressisti come me, in Italia e non solo.
Buona Pasqua nonostante tutto.