Marino su Zingaretti: "Ottima persona, si liberi della nomenklatura del Pd"

Dopo l'assoluzione l'ex sindaco di Roma continua a rifarsi di anni di accuse: "A Renzi davo fastidio perché non obbedivo ai diktat di partito"

Zingaretti e Marino

Zingaretti e Marino

globalist 14 aprile 2019
Lui si sta togliendo molti sassolini dalle scarpe. E ce l’ha im primo luogo con i renziani ma non solo. E adesso parla: “Zingaretti è un’ottima persona ma non ama il conflitto, e quando ci si trova davanti a problemi molto gravi bisogna intervenire come un chirurgo. Gli auguro di liberarsi da tutta quella nomenklatura del Pd che vede il proprio giardino restringersi ma rimane attaccato alla propria poltrona".
Parola di Ignazio Marino.
“Qual è la telefonata che le ha fatto più piacere dopo la sentenza?", gli viene chiesto. “Quella del giudice Giancarlo Caselli, mi ha detto: 'Giustizia è fatta'. Ma mi hanno scritto anche diversi del Pd e mi ha chiamato Giovanni Legnini, senatore nel partito democratico e in seguito vicepresidente del Csm".
Alla domanda: "Renzi dice che è stato scaricato per la sua azione amministrativa insufficiente, e non per la vicenda scontrini", Marino risponde: "Non è così. Marino e la sua giunta davano fastidio perché non obbedivano ai diktat di partito. Marino deve ubbidire al partito, dissero. Ma se mi chiedono di nominare amici e tesserati o propongono figure improbabili, il sindaco deve fare un'altra scelta agire per il bene dei cittadini”.
Della giunta Raggi, Marino dice: “Non c’è una visione. Hanno interrotto il piano per lo smaltimento dei rifiuti senza sostituirlo con alcun piano. La mia visione non era necessariamente la migliore ma non è stata sostituita da un'altra visione. In questo modo si tradiscono i compiti amministrativi". Il periodo in cui è stato sindaco “è stata una stagione bellissima. Sono orgoglioso di quello che ho fatto, per esempio pedonalizzare i Fori Imperiali e Piazza di Spagna e chiudere Malagrotta”.