Di Maio prende tempo sul decreto Pillon: "va riscritto insieme alle opposizioni"

Il leader di M5s: "al momento il decreto è troppo rigido, ma va fatto perché è nel contratto. Dobbiamo pensare al futuro dei nostri figli"

Di Maio

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globalist 10 aprile 2019
Luigi Di Maio cerca di prendere tempo sul ddl Pillon, fermo restando però che è "un punto del contratto che bisogna portare avanti, ma con criterio". Per il leader del M5s, com'è attualmente scritto il decreto è "troppo rigido nella suddivisione del tempo che un figlio dovrebbe trascorrere separatamente con il proprio papà e la propria mamma. Come si può pensare che un bambino debba passare 15 giorni con il papà e 15 giorni con la mamma come se fosse una formula matematica? È giusto, ma solo in teoria. E se i due genitori vivono in due città diverse, magari distanti? E come si risolve il problema della frequenza scolastica? Sia chiaro la mia vuole essere una critica costruttiva, che faccio ovviamente a nome di tutto il MoVimento 5 Stelle".
La soluzione, per Di Maio, è che il decreto venga riscritto, anche insieme alle opposizioni: "Quando parliamo dei figli l’unica strada percorribile è quella del buon senso, evitando qualsiasi tipo di forzatura. Un figlio non è un diritto, né un oggetto. Un figlio è un atto d’amore ed è dovere della politica mettere in condizione i suoi genitori affinché gli possano dare il meglio. Quindi pensiamoci bene, perché se si sbaglia sui figli poi tornare indietro è difficile. Sediamoci al tavolo, riscriviamo la legge, facciamolo anche con le opposizioni e pensiamo solo a una cosa: a tutelare il futuro dei nostri figli!"