Bussetti applica il "prima gli italiani" a scuola: gli immigrati dopo i nostri figli

Una frase orribile. I bambini, i giovani in Italia non sono tutti uguali. C'è chi conta di più perché ha la fortuna di essere nato da genitori italiani.

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9 Aprile 2019 - 08.09


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Cosa aspettarsi dal ministro dell’Istruzione di questo governo, quello che lascia in mare per giorni, bambini, donne stuprate e giovani torturati in Libia?
Nei prossimi 5 anni, nelle classi italiane ci saranno oltre 360 mila studenti in meno, ma per il ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, “si tratta di una questione a noi nota. La stiamo monitorando e la gestiremo. Ma non dobbiamo creare allarmismi: il nostro sistema di istruzione non verrà depotenziato.
Anzi, l’obiettivo è offrire più scuola ai nostri ragazzi. La scuola ha il compito prioritario di essere al servizio dei ragazzi, i veri fruitori del sistema scolastico. Che deve essere di qualità in tutto il territorio e in ogni ordine e grado”. In un’intervista alla “Stampa”, Bussetti sottolinea che “la scuola è il luogo principale di inclusione nella nostra società. L’ho sempre detto, fin dal mio insediamento.
Voglio ribadire anche che questo governo non agisce in maniera pregiudiziale rispetto alla questione migratoria: stiamo affrontando il tema con serietà e responsabilità. A differenza di come è stato fatto in passato. Regolare i flussi tutela innanzitutto chi cerca rifugio in Italia, avendone diritto. Penso anche, però, che il primo pensiero debba sempre essere quello di aiutare i nostri giovani affinché possano farsi una famiglia, avere dei figli, vivere con serenità il loro progetto di vita. La ritengo una priorità assoluta”.

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