C'è l'intesa sul revenge porn. Ritirato l'emendamento sulla castrazione chimica

Per chi diffonde immagini sessualmente esplicite senza il consenso il rischio è del carcere da uno a sei anni e la multa fino a 15mila euro

Foto di repertorio

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globalist 2 aprile 2019

Ok della commissione Giustizia della Camera a un emendamento unitario sul Revenge porn. L'opposizione è soddisfatta e rinuncia ai tempi per i sub emendamenti. Intanto la Lega non cede sul suo emendamento sulla castrazione chimica che vede, però, la contrarietà di M5s.



Il testo sul revenge porn approvato dalla commissione Giustizia di Montecitorio e che ora va in Aula, prevede che chiunque invii, consegni, ceda, pubblichi o diffonda immagini o video di organi sessuali o a contenuto sessualmente esplicito, destinati a rimanere privati, senza il consenso delle persone rappresentate, è punito con la reclusione da uno a sei anni e la multa da 5000 a 15000 euro. La stessa pena si applica a chi, avendo ricevuto o comunque acquisito le immagini o il video li invia, consegna, cede, pubblica o diffonde senza il consenso delle persone rappresentate al fine di recare loro nocumento. La pena è aumentata se i fatti sono commessi del coniuge, anche separato o divorziato, o da una persona che è o è stata legata da relazione affettiva alla persona offesa ovvero se i fatti sono commessi attraverso strumenti informatici o telematici.


La pena viene poi aumentata da un terzo alla metà se i fatti sono commessi in danno di persona in condizione di inferiorità fisica o psichica o in danno di una donna in stato di gravidanza. Il delitto viene punito a querela della persona offesa. Il termine per la proposizione della querela e di sei mesi. La remissione della querela può essere soltanto processuale. "E' una vittoria delle opposizioni", esulta Laura Boldrini, mentre Federica Zanella di Fi puntualizza il testo riprende quello a sua firma "aggiungendo il reato di divulgazione e l'aumento di pena per le condotte realizzate ai danni di disabili.


La settimana scorsa le deputate dell'opposizione erano arrivate a scagliarsi contro la presidenza dopo il nulla di fatto sulla questione. 


Intanto la Lega ha ritirato l'emendamento alla legge contro la violenza sulle donne che avrebbe introdotto sulla castrazione chimica. Lo ha detto il ministro Giulia Bongiorno. "Siamo consapevoli - ha detto - che questo emendamento, in questa fase, non è condiviso dal M5S. Abbiamo una priorità, in questo momento, che è quella di fare andare avanti in maniera compatta il Governo e questo provvedimento" contro la violenza sulle donne.