Truccò una gara da 11 milioni, chiesta la condanna per il viceministro Garavaglia

L'accusa risale al 2015, quando Garavaglia e Mario Mantovani hanno truccato una gara per la gestione dei trasporti dei pazienti dializzati

Massimo Garavaglia

Massimo Garavaglia

globalist 27 marzo 2019
Chiesta la condanna di due anni dal pm di Milano Giovanni Polizzi per l'attuale viceministro leghista dell'Economia Massimo Garavaglia. Garabaglia è accusato di turbativa d'asta insieme a Mario Mantovani, all'epoca dei fatti vicepresidente della Giunta lombarda. 
Secondo la ricostruzione del pm, entrambi hanno dato le direttive per "aggiustare" una gara relativa al servizio di trasporto di per i pazienti dializzati. 
Il processo è nato dall'indagine che, nell'autunno del 2015, portò all'arresto di Mantovani con le accuse di concussione, corruzione e turbativa d'asta, reato quest'ultimo di cui risponde in concorso con l'esponente della Lega. Nel capo d'imputazione, viene ipotizzato che nel 2014 i due si sarebbero attivati, attraverso l'ex dg della Asl Milano 1 Giorgio Scivoletto (tra gli imputati), per "vanificare gli esiti del bando" di una gara da undici milioni di euro indetta "in forma aggregata" da tre Asl per il servizio di trasporto di persone dializzate. Una gara a cui, secondo la ricostruzione, non aveva potuto partecipare la Croce Azzurra Ticinia Onlus. Agli atti era finito un sms tra Mantovani e Garavaglia del marzo 2014 in cui il secondo segnalava al primo il "problema del bando della gara dei dializzati" e in una telefonata successiva l'allora assessore diceva al vicepresidente che la gara "metteva fuori gioco la Croce Azzurra" prevedendo "dei paletti", quindi escludendola. Un'eventualità non gradita ai due politici che, secondo l'accusa, avrebbero voluto tutelare la Croce Azzurra a loro gradita.
Mario Mantovani era "a capo" di un "sistema di favori" e gestiva un "groviglio di interessi pubblici e privati che si concentrava nella sua figura, un sistema gestito anche dal suo entourage e dalle sue persone di fiducia", ha affermato il pm di Milano Giovanni Polizzi nel chiedere la condanna per l'ex 'numero due' del Pirellone per corruzione, concussione e turbativa d'asta.