Monsignor Boccardo: «Europa aggredita dal cancro di populismi e nazionalismi»

L’arcivescovo di Norcia e Spoleto ha parlato così nella piazza centrale del borgo terremotato

Il corteo alla messa di San Benedetto a Norcia con monsignor Boccardo. Foto Arcidiocesi Spoleto Norcia

Il corteo alla messa di San Benedetto a Norcia con monsignor Boccardo. Foto Arcidiocesi Spoleto Norcia

Desk 21 marzo 2019
«L’Europa è aggredita dal cancro dei populismi e dei nazionalismi sempre risorgenti. L’insegnamento e la testimonianza di S. Benedetto hanno cementato nel nostro Continente quell’unità spirituale in forza della quale genti divise sul piano linguistico, etnico e culturale avvertirono di costituire un unico popolo. Oggi però, mentre si procede sulla strada della globalizzazione - cioè dell’unificazione virtuale, culturale, economico-finanziaria - dobbiamo riscontrare una lontananza umana e spirituale tra popoli pur resi più vicini (e anche confusi) dalla nuova situazione. L’Europa ha perso – e talvolta anche rinnegato - le sue radici, che non sono archeologia, ritorno al passato, muro dietro cui proteggersi; ma un modo di pensare e di vivere che esprime uomini, donne e comunità fondate in qualcosa di verace e duraturo. Nel Novecento i Paesi europei, anche allora ammalati di nazionalismo, sono andati alla guerra degli uni contro gli altri».

Il monito arriva da un alto prelato: l’arcivescovo di Spoleto e Norcia Monsignor Boccardo che così ha detto nella celebrazione liturgica di San Benedetto nella piazza centrale di Norcia, borgo terremotato. Aggiungendo infatti: «Questa gente vuole vivere! Non vuole essere accompagnata dolcemente alla morte, che si manifesta nello spopolamento delle frazioni, nella precarietà del lavoro». E ha lanciato un appello ai politici «che in questi quasi tre anni non hanno mancato di farsi vedere a Norcia, con tante assicurazioni e promesse...».