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Orsetti muore e Di Stefano (M5s) straparla: " le guerre le fanno gli stati, non si va da soli"

Il Sottosegretario di Stato al Ministero degli affari esteri Manlio Di Stefano: "c'è questa concezione romantica della guerra, ma deve essere lo Stato a gestire queste cose"

Lorenzo Orsetti
Lorenzo Orsetti

globalist

18 Marzo 2019 - 17.28


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La colpa è sempre di qualcun altro, per questo governo. Anche di chi muore per combattere contro lo Stato Islamico. “C’è questa strana convinzione che far parte di una guerra sia la cosa giusta. Ogni cittadino dovrebbe mettersi di fronte alla consapevolezza che sono gli stati, con i loro apparati idonei, a dover gestire queste cose. Le guerre sono sempre guerre di sangue. A volte si fa una narrazione romantica dell’andare al fronte a combattere per i propri ideali ma al fronte si perde la vita e basta. Quella partita si deve giocare a livello politico, diplomatico, o con l’esercito dove serve, ma di certo non si puo’ andare a combattere da soli”.
A parlare è Manlio Di Stefano, Sottosegretario di Stato al Ministero degli affari esteri, ai microfoni di Rai Radio1 all’interno di “Radio1 In Viva Voce”. E qualcuno dovrebbe spiegargli che di romantico, chi va a combattere, nella guerra non ci trova nulla. Anzi. Chi sceglie di andare ad aiutare chi ha sconfitto l’Isis non lo fa per gloria personale, ma solo perché ha scelto di fare ciò che riteneva giusto. Che ha deciso di non rimanere a casa a lasciare che lo Stato stringa i suoi rapporti diplomatici. E dato che al momento l’Italia, proprio grazie ai suoi rapporti diplomatici, ha stretto un accordo con la Libia e finanzia i lager dei migranti, i dubbi sulla buona fede dello Stato sono più che legittimi. 
Ma per questo governo funziona così: se fai volontariato e vieni ucciso o rapito te la sei andata a cercare, se combatti contro i terroristi è colpa tua che non sei stato a casa. 

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