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Il testamento politico di Lorenzo Orsetti: "morirò difendendo i miei ideali di uguaglianza e libertà"

Le ultime parole di Tekoser, morto ucciso dall'Isis: "solo sconfiggendo l'individualismo e l'egoismo in ciascuno di noi si può fare la differenza"

Lorenzo Orsetti
Lorenzo Orsetti

globalist

18 Marzo 2019 - 17.50


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Tekoser, “lottatore”. Era questo il nome di battaglia di Lorenzo Orsetti, Orso per gli amici italiani. Da un anno e mezzo combatteva al fianco del popolo curdo contro l’esercito della Turchia e lo Stato Islamico. Un ‘foreign fighter’, che aveva scelto di andare in prima persona ad aiutare coloro che, dopo aver sconfitto l’Isis, sono stati abbandonati alla mercé del sultano Erdogan. 
Le milizie curdo-siriane hanno diffuso un comunicato in cui si leggono le ultime parole di Lorenzo: 
“Ciao, se state leggendo questo messaggio è segno che non sono più a questo mondo. Beh non rattristatevi più di tanto, mi sta bene così; non ho rimpianti, sono morto facendo quello che ritenevo più giusto, difendendo i più deboli e rimanendo fedele ai miei ideali di giustizia, uguaglianza e libertà”.
“Quindi – continua – nonostante questa prematura dipartita, la mia vita resta comunque un successo e sono quasi certo che me ne sono andato con il sorriso sulle labbra. Non avrei potuto chiedere di meglio”.
“Vi auguro tutto il bene possibile”, continua la lettera di Orsetti, e spero che anche voi un giorno (se non l’avete già fatto), decidiate di dare la vita per il prossimo perché solo così si cambia il mondo. Solo sconfiggendo l’individualismo e l’egoismo in ciascuno di noi si può fare la differenza. Sono tempi difficili, lo so, ma non cedete alla rassegnazione, non abbandonate la speranza: mai!”.
“Neppure per un attimo. Anche quando tutto sembra perduto, e i mali che affliggono l’uomo e la terra sembrano insormontabili, cercate di trovare la forza e di infonderla nei vostri compagni. E proprio nei momenti più bui che la vostra luce serve. E ricordate sempre che ‘ogni tempesta inizia con una singola goccia’. Cercate di essere voi quella goccia. Vi amo tutti, pero farete tesoro di queste parole”.
Poi un saluto: “Serkeftin”, che in curdo significa “vittoria”, e una firma: “Orso, Tekoser, Lorenzo”.

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