Paola Nugnes:"se il Governo cade il M5s è finito, avremmo dovuto allearci col Pd"

La senatrice dissidente M5s: "con il Pd avremmo avuto meno problemi di quanti ne abbiamo con la Lega, su molti temi abbiamo visioni simili"

Paola Nugnes

Paola Nugnes

globalist 9 marzo 2019

Paola Nugnes rimpiange di essere stata, lo scorso 4 marzo, critica verso un'alleanza con i dem: "rispetto alla Lega" afferma oggi la senatrice dissidente M5s, "oggi mi rendo conto che su alcuni temi importanti, come i diritti, avremmo avuto meno problemi, senza sottovalutare quelli che pure avremmo sofferto". Di Maio ha avuto contatti con Zingaretti, neo segretario del Pd? "Sto dicendo solo - risponde Nugnes - che io lo farei. Il nostro 33% del 4 marzo 2018 viene soprattutto dalla sinistra e dal Sud: abbiamo ricevuto un preciso mandato elettorale".
Alla domanda se passare dalla Lega al Pd potrebbe disorientare l'elettorato, la senatrice risponde: "In Parlamento avremmo quattro anni per sovvertire il calo dei consensi. Se, al contrario, cade il governo e si va a elezioni per il Movimento è la fine. Il calo di elettori - aggiunge a proposito dei sondaggi - lo capisco. Mi sento anch'io come l'elettore medio: non mi riconosco più nel Movimento. Del resto, avendo seguito la Lega dal decreto immigrazione e sicurezza al caso Diciotti, dalla legittima difesa fino al dossier Autonomie, non c'è da stupirsi". Se si andasse al voto, "consegneremmo il Paese alla destra identitaria che è ben altra cosa dalla destra liberale. Senza contare che, vedendo come sono andate le ultime Regionali, daremmo anche un aiuto al Pd a risalire".


All'osservazione che anche il Pd è favorevole alla Tav, nodo che potrebbe portare in questi giorni alla crisi di governo, Nugnes replica: "Già, ma non ha fatto granché per farla finora". Ora, per Nugnes il M5s dovrebbe imporre un decreto in Cdm sui bandi Telt: "Dovremmo battere i pugni sul tavolo e bloccarli". Dire ok ai bandi e poi revocarli con la clausola di dissolvenza "mi pare azzardato. E poi come la mettiamo con il Piemonte? Lì consiglieri e parlamentari sono giustamente infuriati". Altra ipotesi: far decidere il Parlamento: "Eh, no. Qui mi arrabbio. Abbiamo messo il Parlamento solo a ratificare per mesi e poi il governo vuole delegargli una decisione di sua competenza?".


Infine la leadership di Di Maio: è in bilico quanto il governo? "Ha creato una monocrazia. Non ho detto che deve lasciare. Ma è il momento di discutere se deve farlo".