Staino: "Meraviglioso il voto a Zingaretti, per lui e perché si chiude con Renzi"

Il fumettista felice per le primarie Pd: «Martina si è fatto fagocitare dal giglio magico. Il nuovo segretario non vuole fare l'uomo solo al comando. E conosco ex Cinque stelle andati a votare»

Sergio Staino

Sergio Staino

Desk 4 marzo 2019
Stefano Miliani

«Meravigliosa»: così Sergio Staino giudica la vittoria di Nicola Zingaretti alle primarie del Pd. Felice, molto, anche dell'affluenza. Dalla sua Scandicci l'autore di Bobo, coscienza critica con ironia dei tormenti e delle contraddizioni della sinistra e del "partito", già direttore dell'Unità nel suo ultimo anno in edicola, giornalista, si rallegra anche per un effetto collaterale del 70% o quasi di voti a favore dal governatore del Lazio: lo reputa un colpo micidiale, e necessario, a Matteo Renzi e il segno che si vuole ripartire.

Staino, come valuti la vittoria di Zingaretti?

La valuto come una cosa meravigliosa: segnala veramente la voglia di esserci e rinascere come partito, è fondamentale. Hanno detto che è la vittoria degli anziani. Buttala via, se gli anziani continuano o tornano ad avere l'entusiasmo inizieranno i giovani alla politica: non vorrai che i giovani arrivino da sé ...

Sull'affluenza?

È stata veramente una bella sorpresa. Ci dovrebbe far riflettere anche sulla comunicazione. Sono state primarie volutamente passate sotto silenzio tranne l'ultimo giorno: era passata a livello di media l'idea che queste primarie non fanno notizia, che è inutile dar loro tanto spazio a parte un po' di noterelle sul Tre della Rai, sui tre sfidanti ma non sul popolo intorno. Forse l'arci-abbondanza di Salvini, Di Maio e i Cinque stelle può aver creato quel senso di overdose che ha spinto parecchi ad andare a votare. In più è indubbio che abbia inciso la voglia di dare una lezione a Renzi: all'inizio avevo puntato più su Martina, non perché non avessi fiducia in Zingaretti ma mi sembrava che creasse problemi la commistione tra presidente della Regione e candidato a segretario. Però Martina ha perso il treno, si è fatto fagocitare da alcuni del giglio magico: in Toscana Luca Lotti è stato deleterio per lui

Ma il Pd ci ha un anno a fare le primarie, non fa una vera opposizione, balbetta ...

Con il senno di poi Renzi ha danneggiato molto il Pd fino alle elezioni. E dopo ha contribuito al danneggiamento continuando a comandare. Abbiamo fatto errori strategici come il non aver parlato con i grillini: con quel risultato delle urne del 4 marzo scorso era doveroso, prima di dare la palla a Salvini, tentare di parlarci, non dare per scontato che erano nostri nemici. Il giudizio sui dirigenti grillini era giusto ma tanti che li avevano votati non si potevano abbandonare. Renzi ha chiuso tutto e da lì è andata sempre peggio, è intervenuto su tutto, anche con il beneplacito dei media perché quando cercavano un'opinione nel Pd cercavano lui. Renzi ha avuto questo atteggiamento sprezzante verso il partito. Al di là delle sue posizioni politiche Zingaretti ha goduto anche del fatto che se votavi lui chiudevi con Renzi.

Gli elettori Cinque stelle?

Credo che ieri tra i tanti andati a votare ci siano anche Cinque stelle. Alcuni li conosco: Luca Raffaelli, ottimo storico del fumetto, a Roma aveva votato Raggi e adesso ha fatto propaganda per Zingaretti.

Paolo Mieli ospite da Fabio Fazio ieri sera ha avvertito: l'affluenza è un buon segnale ma attenti a festeggiare, un milione e 800mila persone votò Renzi alle primarie e poi alle elezioni si è preso un k.o.

Certo, se Zingaretti si comporta come Renzi e tradisce le aspettative fa k.o. anche lui. Con Renzi il problema non è che le persone cambiano idea ma si accorgono di essere state ingannate. Non credo che al nuovo segretario accadrà però: ha idee chiare, sa come muoversi, sa che bisogna ridar fiato ai territori, non fare un partito di tweet, non avere l'uomo che decide da solo. Questi fattori hanno portato Renzi al crollo: non si può fare un paragone simile. Zingaretti ha dimostrato nei fatti di saper governare e di sentire gli umori del nostro popolo.

Infine. A sinistra del Pd non serve una forza "forte" o almeno robusta? Mdp, Leu, Potere al popolo alle europee pare che correranno separatamente facendosi concorrenza e rischiando di non arrivare alla soglia del 4%.

Ho le idee precise su questo fatto: è psicoanalitico. Siamo di fronte a patologie: sono persone molto belle a cui voglio bene, ma dal punto di vista politica è zero: come si può pensare di avere buone idee di metterle in pratica da soli? Devi confrontarti con gli altri lavorando insieme ma nessuno lo ha fatto. L'unica persona che mi ha commosso in queste elezioni è stata Linda Giuva, moglie di D'Alema: è andata alle primarie. È il segnale che quella è la linea giusta della sinistra: da anni lo dico a Giulia, è sprecata per D'Alema, le dico di lasciare quell'uomo, è solo se stesso, sono tutti diventati così, Cofferati, Bersani, Fassina, Civati ... Lasciamoli in pace ma Linda è grande