Se Mussolini avesse avuto la Tv si sarebbe comportato meglio dei fasciogrillini

La Rai piegata, avvilita e mortificata dal Camaino sembra ora un fulgido esempio di pluralismo al cospetto di quella gestita dai cosiddetti sovranisti.

Bavaglio alla stampa

Bavaglio alla stampa

David Grieco 3 marzo 2019
Circa mezzo milione di italiani in piazza a Roma (Piazza San Giovanni) e a Milano (Piazza Duomo) non se li aspettava nessuno. Anche perché non molto tempo fa Matteo Salvini aveva fatto carte false (treni requisiti, trasferte pagate e pranzi al sacco offerti) per portare circa cinquantamila persone in Piazza del Popolo a Roma allo scopo di esibire tutta la sua prepotenza.
"Bene le manifestazioni pacifiche, ma io non cambio idea", è stato il commento di Salvini dopo la manifestazione di Milano.
Idea? Quale idea? Quando mai quest'uomo ha avuto un'idea? Matteo Salvini cavalca sempre le idee degli altri, essenzialmente quelle di chi lo paga e lo manovra, come Putin e le opulenti e inquietanti forze cattoliche medievaliste che vogliono gasare gli ebrei, incatenare le donne, prendere a calci i migranti e mettere il bavaglio a chiunque la pensi diversamente.
Basta guardare la Rai. Da quando la politica ha deciso di esercitare il suo controllo sulla Tv di Stato, la Rai è stata sempre filogovernativa, anche quando c'era il suo principale concorrente Silvio Berlusconi. Ma la Rai piegata, avvilita e mortificata dal Camaino sembra ora un fulgido esempio di pluralismo al cospetto di quella gestita dai cosiddetti sovranisti.
La Rai attuale è un Minculpop osceno, una dittatura dell'informazione che nemmeno in Corea del Nord. Se Mussolini avesse avuto la Tv, forse si sarebbe comportato meglio dei fasciogrillini, e lo dico seriamente. I fascisti che sono usciti dalle vecchie fogne sono infatti assai peggiori dei fascisti "vintage" e sono sicuramente molto più ignoranti. Ma quelli attuali hanno trovato in Internet una gigantesca fogna a cielo aperto dove possono moltiplicarsi a piacimento, grazie a tanti "aiutini" russi, attraverso migliaia di falsi nickname e di logaritmi ottusi che ripetono sempre gli stessi slogan.
Alla prova dei fatti, però, in piazza la sinistra ha battuto la destra 10 a 1. E se tanto mi dà tanto, anche le primarie del Pd saranno numericamente importanti nonostante le mediocri previsioni. In queste ore, si respira un'atmosfera simile a quella del 4 dicembre del 2016, quando allo sciagurato referendum istituzionale voluto da Matteo Renzi accorsero più votanti del previsto, tutti in ansia per una possibile vittoria del Sì. Il momento parrebbe simile, molto simile.
Certi renziani, tuttavia, non perdono né il pelo né il vizio. È il caso del governatore della Campania De Luca, persino peggiore della macchietta di Crozza, che porta ai seggi anche le monache nel tentativo di far prevalere Martina o Giachetti, mentre i militanti si azzuffano e giustamente gridano che è con questo sistema mafioso che il Pd ha fatto la fine che ha fatto.
C'è infine un'altra macchietta di Maurizio Crozza, Carlo Calenda, che dimentica sempre di tacere. Calenda non è esattamente renziano, non è nemmeno mafioso e come Paperoga è persino simpatico. "Da lunedì basta congressi nel Pd, si pensa alle Europee", ha dichiarato qualche ora fa.
È proprio vero, come confessa il suo alter ego Maurizio Crozza, che Calenda di politica non capisce una mazza. Il Pd forse dovrebbe fare un congresso lungo un anno per ritrovare i valori della sinistra, che consistono essenzialmente nel difendere la democrazia e nel proteggere i più deboli. In Europa vogliamo assolutamente rimanerci, ma anche l'Europa deve metabolizzare al più presto questi semplicissimi concetti.