Sconfiggere l'analfabetismo funzionale è la vera sfida dei progressisti

Non investiranno sull'occupazione qualificata ma daranno in cambio ai loro elettori posti da camerieri, uomini e donne delle pulizie, operai. Ecco la loro idea di Regione. Una terra di schiavi.

Salvini

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Claudia Sarritzu 28 febbraio 2019
Non è popolare quello che sto per scrivere. Ma qualcuno lo deve pur dire e io questo coraggio ce l'ho. 
Come si vincono le elezioni? Come si sono vinte in Sardegna? Scambiando i voti con le briciole. 
Ve lo dimostra una delle priorità della prossima giunta Salvini nell'Isola. "Cantieri": costruire subito nelle coste, deturpare la nostra terra per cedere le nostre bellezze ai grandi alberghi che faranno arricchire gli stranieri in cambio di posti di lavoro di bassa qualità. La loro idea di turismo è stata spiegata in queste settimane. Cementificare.
Manovalanza. Ciò che piace alla destra da sempre. Non investiranno sull'occupazione qualificata ma daranno in cambio ai loro elettori posti da camerieri, uomini e donne delle pulizie, operai. Ecco la loro idea di Regione. Una terra di schiavi.
E questo accade per un motivo molto semplice anche se nessuno lo vuole dire: il fallimento della scuola dell'obbligo degli ultimi 30 anni che è sotto gli occhi tutti. 
Non ha insegnato a essere autonomi, curiosi, liberi, a capire quando si tratta di prese in giro o meno. La gente unisce le sillabe ma non comprende più il significato di quello che legge e sente.
L'anafabetismo funzionale che ti fa votare quello che ti ha umiliato e deriso per decenni solo perché un giorno indossa la felpa giusta.
I sardi dai leghisti per anni sono stati chiamati "pastori" come se pastore fosse un insulto. Ma tutto scordato, tutto perdonato. E' bastato sentire il Capitano parlare di emergenza immigrazione che qui non c'è. Abbiamo 3% di stranieri comprese le badanti e i militari delle basi Nato. Quell'ignoranza che neppure riesce a farti mettere una croce nel modo corretto in una scheda (sono state 15 mila quelle annullate). Se non partiamo da qui: dall'educazione di base (non parlo di quella superiore) ma di elementari e medie, resteremo sempre un popolo in ostaggio.