Non li chiamate più cinque stelle, ma Movimento 30 denari

Erano belli i tempi in cui si prometteva l'impossibile a colpi di vaffanculo dalle piazze d'Italia. Ora invece ci si svende per un paio di poltrone

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19 Febbraio 2019 - 17.06


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Se ne stanno accorgendo tutti, forse anche i grillini più accaniti e incalliti: la poltrona piace a tutti, e le promesse elettorali sono fumo negli occhi. In Italia, nel mondo, ha sempre funzionato così. E chi ha creduto che con i cinque stelle potesse andare direttamente, deve bruscamente svegliarsi.
Ad oggi, l’unica promessa mantenuta dai grillini è stata il reddito di cittadinanza. Beninteso, non che il reddito stia funzionando o funzionerà: questo lo potrà dire la storia, ma possiamo con un ragionevole margine di errore affermare che si tratterà dell’ennesimo buco nell’acqua. O, quantomento, sicuramente non ‘abolirà la povertà’. 
Per quanto riguarda il resto delle promesse a cinque stelle, quella dell’immunità del caso Diciotti è l’ultima di una lunga serie. E la scusa “ha deciso il popolo” serve a poco: innanzitutto perché avete deciso su una piattaforma di cui la Casaleggio Associati ha il solo e unico diritto di accesso e controllo. Un po’ troppo pretendere che tutta Italia si fidi della vostra democrazia diretta, quando tra l’altro il voto risulta incredibilmente spaccato. Solo la metà ha infatti votato No per dire Sì; l’altra ha cliccato sul Sì per dire No, cercando di ricordarsi i tempi antichi, quando c’era ancora Berlusconi e Grillo dalle piazze demoliva l’establishment a colpi di vaffanculo. 
Era il tempo delle promesse: dello stop alla Tav e alla Tap, dell’abolizione dell’immunità parlamentare, dei 30 miliardi che come per magia dovevano comparire dopo il primo consiglio dei ministri. Ecco, altro che 30 miliardi, o cinque stelle: meglio parlare di 30 denari, con tanto di bacio di Giuda. 

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