Il paese Italia, un paese per dittatori

Il problema siamo noi, il problema è nostro, e risolverlo spetta a noi. Ma come?

Di Maio e Salvini

Di Maio e Salvini

David Grieco 13 febbraio 2019

Se non vado errato, ieri al Parlamento Europeo è successo qualcosa che non ha precedenti. Il primo ministro italiano è stato insultato e poi abbandonato a se stesso nell'aula vuota. 
Se in democrazia è normale che un editorialista pungente possa definire il premier "un burattino", non è affatto normale che un autorevole membro del Parlamento Europeo possa esprimersi in questo modo nei confronti del capo del governo di un altro paese. E il fatto che tutti i parlamentari, in massa, abbiano lasciato l'aula mentre Conte parlava è ancora più grave della partenza dell'ambasciatore francese da Roma.
Credo dovremmo esprimere tutti noi italiani, senza eccezioni, la nostra solidarietà a Giuseppe Conte, anche se non abbiamo votato né il surreale Movimento 5 Stelle né tantomeno la Lega neofascista di Matteo Salvini.
Detto questo, è sempre importante e necessario mettersi nei panni degli altri. L'Unione Europea ci guarda ormai come si guarda un branco di terroristi kamikaze schierati dinanzi all'obiettivo.
È bene che ognuno di noi comprenda che se fossimo francesi, belgi, o tedeschi la penseremmo allo stesso modo e cercheremmo di eliminare con qualunque mezzo la presenza di una pericolosissima metastasi nel nostro organismo.
Sappiamo tutti che l'Unione Europea va riconcepita e riformata con il dialogo, la calma, e l'attenzione alle esigenze di tutti i popoli che la compongono. Ma sappiamo anche che l'attuale Unione Europea è corsa ai ripari e ha deciso di difendersi con estrema compattezza dalle minacce dei cosiddetti sovranisti che la vogliono far saltare ad ogni costo come vorrebbero Washington, Mosca, Pechino, Istanbul, Doha, Riad e chissà quanti altri.
Il problema siamo noi, il problema è nostro, e risolverlo spetta a noi. Ma come?
Quando ci accorgiamo che all'indomani delle elezioni abruzzesi, dove è apparso chiaro che senza il simbolo del PD il centrosinistra potrebbe lentamente e faticosamente risorgere, il PD invece si rifugia dietro il fasullissimo cartello "Siamoeuropei" di Carlo Calenda già morto al suo apparire, non c'è più ottimismo che tenga. E se LeU, che ha fallito come il PD, si aggrega volentieri a questo carrozzone, l'impressione che se ne ricava è che la sinistra abbia consumato anche la frutta, il dessert, il caffè e l'ammazzacaffè. Del resto, ciò che unisce tutti i massimi esponenti della sinistra è la diffidenza verso la cosiddetta società civile, che ha prodotto tanti sindaci prima eletti, poi bistrattati e infine lasciati allo sbando, come il sindaco di Roma Ignazio Marino. Eppure, dopo Marino a Roma è successo ben di peggio. 
I danni di questo comportamento si vedranno presto, ancor prima del 3 marzo, data dell'elezione del nuovo segretario del PD. 
Se il PD e LeU hanno intenzione di partire pancia a terra per andare a soccorrere il candidato del centrosinistra Massimo Zedda per le elezioni in Sardegna del 24 febbraio, sarà una débâcle annunciata.
Massimo Zedda sta lavorando da mesi con i lavoratori, i disoccupati e gli agricoltori per rappresentare, in controtendenza con la deriva del paese, il volto sano della politica. Il suo avversario non lo nomino neppure, non per disprezzo ma perché non esiste. Sui manifesti del centrodestra, infatti, c'è soltanto la faccia di Matteo Salvini, in puro stile berlusconiano.
È passato quasi un anno dalle ultime elezioni ma a quanto pare nessuno ha imparato la lezione. Come disse 17 anni fa a Piazza Navona un uomo timido ma indignato, Nanni Moretti, "con questi non si va da nessuna parte". 
Diciassette anni sono trascorsi da allora, e in Italia a sinistra non è successo niente di buono. Fa venire i brividi. Oggi un sondaggio ci rivela che soltanto il 10% degli italiani credono al PD come alternativa di governo. Eppure, il Governo della Demenza è molto più brutto di qualsiasi governo possibile o immaginabile.
A sinistra esiste ormai una sola speranza. Nicola Zingaretti. Per non danneggiarlo, non l'ho mai voluto nominare. Ma è stata una inutile scaramanzia. Anche lui ha aderito al cartello di "Siamoeuropei". Immagino lo abbia fatto per non farsi dare del "gufo" dai soliti noti.
Nicola Zingaretti è l'unica risorsa perché finora ha fatto bene e perché ha capito da tempo che bisogna ascoltare e mobilitare la cosiddetta società civile. È un uomo ancora giovane, è un uomo mite e ragionevole, è un uomo onesto leale, è un uomo che auspica senza secondi fini la collaborazione di tutti. Ma sembra solo contro tutti. 
Temo proprio che per via di tutte queste qualità, Zingaretti non ce la farà. In una Italia regredita in modo terrificante, tutti cercano ormai il cosiddetto "uomo forte", a destra come a sinistra. 
Il nostro non è un paese per vecchi e neppure un paese per giovani. Sembra essere soltanto un paese per dittatori.