L'ottima idea di Calenda: "Sono pronto a cedere il passo a Gentiloni"

L'ex ministro: "Se l'ostacolo alla costruzione della lista unitaria è la mia presenza sono pronto a fare da gregario a Paolo"

Calenda e Gentiloni

Calenda e Gentiloni

globalist 10 febbraio 2019
Il tema è questo: l’emorragia di voti a sinistra si combatte proponendo un campo progressista, o con un nuovo renzismo che insegua sul terreno moderato l’imprenditoria pro Jobs Act.
"Una parte dell'apparato del Pd (molto più dei candidati alle primarie), pensa che la proposta di Siamo-Europei possa essere strumentale per una "scalata ostile" al partito. Voglio essere chiaro: e' del tutto evidente che spetta a chi sarà eletto segretario decidere la linea del Partito democratico. Ma è doveroso chiarire, prima del 3 marzo, se questa linea coinciderà con quella indicata dal manifesto".
Lo precisa in una lettera pubblicata dal Corriere della Sera, l'ex ministro Carlo Calenda, promotore del manifesto Siamo-europei. "Una risposta pubblica - continua Calenda - è dovuta alle migliaia di firmatari del manifesto, molti dei quali peraltro militanti e amministratori del Pd. E se l'ostacolo alla costruzione della lista unitaria è la mia presenza nelle liste come front runner e i connessi fantascientifici rischi di "scalata ostile" al partito - fa sapere -, mi dichiaro da subito disponibile a cedere il passo a Paolo Gentiloni che, come ho spesso detto pubblicamente, ha più esperienza, seguito e popolarità di me. Non avrei alcun problema a fare da gregario a Paolo in una sfida comune ai sovranisti".