M5s cerca nemici per occultare la Diciotti: flash mob contro Fazio e Vespa

"Sono giornalisti - tuona Di Battista - e guadagnino come loro (massimo 240.000 euro lordi all'anno)".

Fazio, Di Battista e Vespa
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4 Febbraio 2019 - 17.33


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Un “gesto eclatante” per sensibilizzare media e opinione pubblica sul tema degli stipendi Rai. E’ quanto starebbero studiando i vertici del Movimento 5 Stelle, i quali, non escluderebbero la possibilità di organizzare un flash mob davanti alla sede di Viale Mazzini per chiedere una sforbiciata agli stipendi di Bruno Vespa e Fabio Fazio, finiti nel ‘mirino’ dei leader M5S. E in particolare di Alessandro Di Battista.

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L’ex deputato grillino, via Facebook, ha chiesto infatti un “adeguamento” per i contratti dei due conduttori: “Sono giornalisti – tuona Di Battista – e guadagnino come loro (massimo 240.000 euro lordi all’anno)”. “Fabio Fazio guadagnerà 8 milioni e 800mila euro in 4 anni, mentre Bruno Vespa porta a casa un 1 milione e 300mila euro all’anno. Questi sono soldi degli italiani! A voi sembra normale? Tagliamo adesso gli stipendi della politica, dei sindacalisti ma anche quelli dei conduttori Rai! Più rispetto per i cittadini!”, rimarca la pagina Fb ufficiale del Movimento 5 Stelle.
M5S che ora si prepara a battere i pugni sul tavolo. Serve un tetto massimo agli stipendi e serve gente che svolga servizio pubblico e non faccia profitto con la Rai, che deve informare i cittadini in maniera corretta: questa la linea che trapela da fonti 5 Stelle, le quali si dicono pronte a “fare pressioni” affinché venga stabilito e rispettato un tetto massimo per gli stipendi. “Chi non ci sta a questo adeguamento vada via: Fazio, che parla tanto di solidarietà, dimostri di essere davvero solidale e si adegui lo stipendio”, è il ‘diktat’ che arriva dai pentastellati.

Per i grillini non si tratterebbe del primo flash mob. Già nel settembre 2013 il Movimento 5 Stelle diede vita all”Occupy Rai’, con Beppe Grillo che improvvisò un comizio sotto la pioggia davanti al cavallo di Viale Mazzini per protestare contro un’informazione considerata dal M5S troppo ‘faziosa’.

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