Calenda guarda oltre il Pd: Siamo Europei può arrivare al 30%

"Il Pd da solo non serve più a nulla" spiega Calenda, "o si mette a disposizione di un progetto più grande oppure rischia di estinguersi"

Carlo Calenda

Carlo Calenda

globalist 4 febbraio 2019

Con la sua lista unitaria SiamoEuropei, Calenda punta a superare il 30% alle prossime europee ed è certo dell'estinzione politica del Pd se non tornerà a ragionare nel senso di un centrosinistra largo, come spiega a un'intervista al Corriere. La lista unitaria, spiega, piace agli elettori dem, anche se non a tutti: "Forse non piace a Bettini e alla Toia che hanno espunto dal documento dei parlamentari europei ogni riferimento a Siamo Europei. Piace però all'82% degli elettori del Pd e alla quasi totalità di quelli di +Europa e Italia in Comune, secondo un sondaggio commissionato proprio dal Pd... Qui la questione è se vogliono lasciare fuori 150 mila persone, tra cui ci sono centinaia di sindaci e amministratori locali, da Sala in giù. Ci vuole chiarezza. Per questo ho chiesto ai candidati se Siamo Europei è ancora il loro progetto o se ce n'è un altro diverso".
Persino Zingaretti, Martina e Giachetti, i tre candidati alla segreteria del Pd, hanno espresso ""sostegno, sia pure con diversi gradi di entusiasmo", anche se "mi pare che Martina lo sostenga più degli altri".
"Il nostro lavoro con SiamoEuropei" spiega poi, "è costruire una mobilitazione popolare a favore di un'Europa nuova, più giusta e più forte parlando con i cittadini al di là delle appartenenze di partito. Il Pd nessuno lo vuole toccare, ma non basta a fare più niente, ha un gigantesco problema di credibilità nel Paese. O si mette a disposizione di un progetto più ampio o rischia di estinguersi".