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Dopo aver 'sposato' i Gilet Gialli, M5s predica la 'non ingerenza' per il Venezuela

Manlio Di Stefano commenta la decisione dell'Italia di astenersi dalla votazione per riconoscere Guaidò: "è il principio di non ingerenza"

Manlio Di Stefano
Manlio Di Stefano

globalist

31 Gennaio 2019 - 21.13


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Manlio Di Stefano, sottosegretario agli Esteri, commenta in questo modo la decisione del Parlamento europeo di riconoscere Juan Guaidò come legittimo presidente del Venezuela, votazione da cui i cinque stelle e la Lega si sono astenuti: “L’Italia non riconosce Guaidò perché siamo totalmente contrari al fatto che un Paese o un insieme di Paesi terzi possano determinare le politiche interne di un altro Paese. Si chiama principio di non ingerenza ed è riconosciuto dalle Nazioni Unite”.
“Oggi il più grande interesse che abbiamo – ha aggiunto Di Stefano – è quello di evitare una nuova guerra in Venezuela. Stesso errore che è stato fatto in Libia oggi riconosciuto da tutti. Dobbiamo evitare che succeda lo stesso in Venezuela”.
Stupisce sempre la capacità dei grillini di tirarsi fuori dal cappello norme internazionali sconosciute fino a un momento prima e di maneggiarle come se le padroneggiassero da sempre. Perché questo ‘principio di non ingerenza’, sacrosanto, non ci è sembrato al centro dei pensieri di Luigi Di Maio quando ha teso la mano ai gilet gialli francesi (per ricevere un’imbarazzante ‘merci, non’ come risposta).

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