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L'Alto commissario dell'Onu contro la Ue: "Chiudono i porti per qualche manciata di voti"

Filippo Grandi, in un'intervista al Corriere della Sera, commenta l'attuale situazione nel Mediterraneo.

Filippo Grandi
Filippo Grandi

globalist

21 Gennaio 2019 - 13.02


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Filippo Grandi, l’Alto commissario dell’Onu per i rifugiati, intervistato dal Corriere della Sera, punta il dito contro la chiusura dei porti: “Possiamo porre fine a queste tragedie solo avendo il coraggio di non pensare unicamente al prossimo sbarco, e invece sento dichiarazioni velleitarie. L’Europa è concentrata solo su come utilizzare il prossimo sbarco. Questa è la sola verità in questa lunga vigilia elettorale”.
“Capisco che sia un modo per far pressione sugli altri Paesi. E trovo anche giusto che l’Italia protesti la sua relativa solitudine, anche se ora la Spagna potrebbe dire la stessa cosa. Ma chiudere i porti rifiutando alle persone di sbarcare è sbagliato da parte di tutti i Paesi, non solo dell’Italia”. “La Libia è nel caos. E’ inevitabile che le misure prese si erodano, in presenza di una situazione politica caotica”, osserva Grandi. “Rafforzare la guardia costiera della Libia non è un errore di per sè, ma non può essere l’unica istituzione a venire rafforzata. Il resto continua a non funzionare, lo Stato non esiste, perchè nessuno sa come risolvere la crisi politica e la guerra. Le bande continuano a fare quello che vogliono”. Nell’affrontare la questione dei migranti “l’unico parametro non puo’ essere dire che il governo più bravo è quello che ne fa arrivare di meno, mentre su tutto il resto non c’è azione”, evidenzia Grandi, che si dice “convinto che fino alle elezioni europee non se ne parlerà o quasi. Lo scandalo è che non sono cose così difficili da gestire con questi numeri. Se non lo facciamo adesso, cosa faremo quando saliranno di nuovo”. Sulle Ong, “credo sia sbagliato attribuire loro una vera influenza sul numero delle persone che si mettono in mare. Vero è invece che quando le Ong possono operare si salvano più vite. Il ritiro di molte di loro ha provocato un aumento dei morti per viaggio: le vittime del 2018 rispetto alle traversate sono piu’ del doppio in percentuale rispetto all’anno prima”, conclude Grandi.

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