Caso Cucchi: per compiacere la Lega M5s fa mancare il numero legale a Torino

Il consiglio doveva discutere una mozione per chiedere 'verità' sulla morte del ragazzo. La rappresentante M5s: "fate politica su un ragazzo ammazzato di botte"

Stefano Cucchi

Stefano Cucchi

globalist 14 gennaio 2019
Uno vale uno ma tutti al guinzaglio per non disturbare il contratto di governo e la svolta reazionaria in Italia.
Così (per compiacere la Lega) al consiglio comunale a Torino i lavori d'aula sono stati prima sospesi e poi definitivamente interrotti per mancanza del numero legale in aula. Motivo: non parlare del caso Cucchi
Mentre si discuteva su un ordine del giorno presentato da Eleonora Artesio (Torino in Comune) che chiede "verità e giustizia" sul caso Cucchi, la capogruppo del M5S Valentina Sganga ha attaccato la consigliera Pd Maria Grazia Grippo, apostrofandola con la frase: "State facendo politica su un ragazzo ammazzato di botte", prima di alzarsi e abbandonare i banchi della maggioranza. A quel punto la seduta è stata interrotta e i lavori si sono chiusi per mancanza del numero legale.
"La morte di Stefano Cucchi non può essere trasformata in campagna elettorale. Inaccettabili le strumentalizzazioni politiche e l'atteggiamento derisorio e irriguardoso di una parte delle minoranze nel corso della discussione sulla mozione per richiedere verità. Pertanto abbiamo deciso di abbandonare l'aula", hanno spiegato i Cinquestelle in una nota diffusa al termine del Consiglio.
Mentre il capogruppo del Pd in Sala Rossa, Stefano Lo Russo ha parlato di "spettacolo indegno".
"Pur di rispettare il contratto di governo con la Lega i grillini torinesi preferiscono far saltare il numero legale", ha detto Lo Russo. Le frizioni in aula infatti sono partite sulla discussione riguardante un emendamento della Lega che chiedeva di togliere dall'ordine del giorno la richiesta di dimissioni del ministro dell'Interno, Matteo Salvini.
"Spiace solo che queste manfrine e questi imbarazzi nella maggioranza gialloverde del governo nazionale si sviluppino su una questione così delicata e sentita per tutti noi", ha aggiunto Lo Russo.
Tuttavia in aula di consiglio tra i Cinquestelle c'è stato anche chi come Damiano Carretto ha preso le distanze dalle frasi di Giovanardi e Salvini su Cucchi, definite "inaccettabili" e ha aggiunto "l'attuale ministro dell'Interno non merita quel posto e non mi rappresenta".