Marcello Foa; 'serve un giornalismo onesto'. Peccato che lui rilanciasse fake news

Il presidente della Rai dà lezioncine sull'onestà del giornalismo dopo aver rilanciato fake news da personaggi prezzolati da Casapound

Marcello Foa

Marcello Foa

globalist 12 gennaio 2019
Marcello Foa, attuale presidente della Rai, in occasione di un incontro pubblico a Torino per la presentazione del suo libro "Gli stregoni della notizia: atto secondo" ha affermato che "il giornalismo ha un ruolo centrale nella nostra società, ma perché torni a ricoprirlo a pieno titolo occorre che recuperi la fiducia del pubblico"
"Una volta i giornalisti venivano rispettati e osannati, ora non più, è giusto che si faccia autocritica. Il giornalismo che serve è il giornalismo onesto, plurale e indipendente», ha aggiunto Foa.
Un giornalismo coscienzioso - ha aggiunto - deve sviluppare una coscienza critica della propria professione perché ciò che ha danneggiato davvero l'immagine del nostro lavoro è il conformismo che ha portato ad una grandi sfiducia nella stampa da parte dei lettori. Una situazione che va corretta», ha proseguito il presidente della Rai.
I giornalisti devono essere consapevoli delle regole che usano gli 'stregoni' delle notizie che di fatto manipolano il giornalismo a proprio vantaggio".
È molto strano sentire queste parole proprio da Foa, che come abbiamo raccontato più volte scrive spesso per il giornale online 'Silenzi e Falsità', è un ritwittatore seriale di Fake News (come quella dello smalto su Josefa messa in giro da Francesca Totolo, che ha artatamente dato il via ad una serie di commenti di altri sedicenti 'sovrsanisti) che sostenevano che Josefa non fosse una vera migrante), ha il figlio raccomandato che lavora nel team di comunicazione di Salvini ed è vicino a Steve Bannon, guru del sovranismo e anche lui spacciatore di notizie false. 
Magari prima di impartire lezioni (e di scrivere libri) bisognerebbe imparare la decenza di tacere. Ma questo governo, e i suoi accoliti, la decenza non sanno nemmeno dove sta di casa.