Io non ce l'ho con Salvini che si mangia la pizza su twitter, ma con i plaudenti che gli augurano buon appetito

Nella puntata di oggi della rubrica 'A cena con Salvini' il Capitano ci propone la pizza con le cipolle, mentre i commensali virtuali applaudono alla faccia dei buonisti

Il tweet di Salvini

Il tweet di Salvini

Giuseppe Cassarà 11 gennaio 2019

La rubrica ‘a cena con Salvini’, che sembra in lizza per sostituire la (disastrosa) ex Elisa Isoardi alla Prova del Cuoco, ci propone stasera una ‘pizza con cipolle e salame piccante’ ovviamente corredata da foto sfocata. Sbaglia grossolanamente chi lo chiama ‘foodblogger’, anche solo per insultarlo: i blogger, quelli su Instagram ad esempio, sono eleganti, impostati. Ogni inquadratura, figlia di anni e anni di Masterchef, deve restituire un piacere visivo prima che gustativo. I foodblogger sono i radical chic della cucina, i buonisti dei fornelli.


Salvini non è buonista, ci mancherebbe altro. E le sue foto sgraziate di porcherie da gastrite, spiattellate alla bene e meglio e sprizzanti sugna sono, anche loro, un’ennesima tecnica elettorale, forse partita un po’ per caso, ma che si rivela funzionante.


Perchè, anche in questo caso, il Capitano ha successo: tra i vari tweet di risposta non si legge solo ‘buon appetito’ ma anche varie alternative culinarie, in un grottesco ‘lascia o raddoppia’ che ricorda l’immortale sketch dei Monty Python del Signor Creosoto, che vi riproponiamo in tutta la sua disgustosa gloria.



‘Io ti batto, Matteo: trippa e cipolle’; ‘pollo allo spiedo’; ‘mozzarella di bufala’. Tonnellate di cibo virtuale che vanno a dimostrare come Salvini, ancora una volta, abbia visto giusto: il problema non è lui che si mangia la pizza, il problema, quello vero, sono quelli che gli rispondono. Perché sono come lui, anzi Salvini è peggio di loro, e fa di tutto per dimostrarlo. Perché il vero amico del popolo, nella logica del Capitano, è colui che del popolo asseconda i bisogni più abietti, che parla, è il caso di dirlo, alla pancia, sempre più gonfia. L’ingordigia alimentare travasa in quella dei valori, in un cambio di succhi gastrici e di bile che rende l’Italia, in questo momento, un gigantesco uomo sempre più obeso, che si ingozza fino a scoppiare.