Scaricati i dissidenti, il M5s apre all'estrema destra della Meloni

"In aula troveremo una convergenza più ampia di quella della maggioranza in senso stretto". Sull'autonomia: "No a dibattito risicato"

Patuanelli

Patuanelli

globalist 3 gennaio 2019
In Senato, dopo le espulsioni dei senatori De Falco e De Bonis, "i margini sono più ristretti. Ma non si può pensare di derogare ai principi in nome della convenienza politica. A prescindere dai numeri, chi non si comporta in un certo modo non può restare nel M5S. In ogni caso non siamo preoccupati. Di fronte a misure utili ai cittadini, in aula troveremo una convergenza più ampia di quella della maggioranza in senso stretto".
Lo afferma Stefano Patuanelli, capogruppo M5S al Senato, in un'intervista al Messaggero in cui, a proposito dei nuovi numeri della maggioranza, spiega: "Se altre forze politiche percepiscono la bontà dei nostri provvedimenti, ben vengano iloro voti. Non c'è nessun tabù verso Fratelli d'Italia così come per nessun'altra forza politica".   
Poi Patuanelli ribadisce l'intenzione del M5S di tagliare gli stipendi dei parlamentari. "Rinunciare a certi privilegi, come già fa il Movimento da sei anni, è un dovere per tutta la classe politica e noi la riteniamo un'assoluta priorità che contiamo di portare a casa entro la fine dell'anno".   
Sull'autonomia, "il vero tema che richiede una riflessione è il modo in cui va realizzato. Al trasferimento delle competenze alle Regioni si legano anche i conseguenti trasferimenti economici. E su questo non può esserci certo un dibattito risicato, ridotto a poche settimane", dice Patuanelli.