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Di Battista contro Il Giornale: "Se Berlusconi mi provoca di nuovo tornerò ad Arcore"

Il pentastellato attacca Il Giornale dopo l'inchiesta sull'azienda di famiglia che sarebbe in difficoltà: "Pensate di indebolirmi, ma otterrete l'effetto contrario".

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Politica

Desk

17 Dicembre 2018


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Alessandro Di Battista replica all’inchiesta de Il Giornale sull’azienda di famiglia:

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“Io sono così calmo e tranquillo ultimamente, ma se provocate mi tocca tornare ad Arcore sotto la villa del vostro padrone. Stavolta però per leggere dei pezzi della sentenza sulla trattativa Stato-Mafia. L’avete voluto voi evidentemente”. Inoltre risponde anche a Renzi: “si è subito buttato a pesce su questa stupidaggine. Caro Matteo, so che ti brucia ancora che uno come me ti ha fatto il ‘culo’ al referendum costituzionale”.
Infine attacca poi direttamente Il Giornale – “udite udite, tramite una visura camerale, una roba pubblica insomma, scopre che la piccola azienda di famiglia (3 dipendenti tra cui mia sorella) ha difficoltà. Chapeau! A questo punto gli consiglio di fare altre decine di migliaia di visure camerali ad altrettante PMI per scoprire la situazione delle piccole imprese italiane… Ebbene sì, la nostra azienda va avanti, con enormi difficoltà. Mio padre, ad oltre 70 anni, lavora come un matto. Il carico fiscale è enorme. L’azienda ha avuto difficoltà a pagare puntualmente i 3 dipendenti (tra cui mia sorella). Ciononostante l’azienda tira avanti, così come tante altre, sperando che i colpevoli, che oltretutto oggi provano, in modo scomposto, a fare i carnefici, vengano cacciati, una volta per tutte, dalle Istituzioni”. Così Alessandro Di Battista in un post aggiunge: “Grazie. Pensate di indebolirmi ma ottenete il contrario. Oggi, grazie a voi, ogni piccolo imprenditore italiano sa che un ex-parlamentare, quando era in Parlamento, non si è occupato dell’azienda di famiglia”.

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Conclude dicendo: “Vi ricordate quando Berlusconi si burlò di me dicendo, per l’appunto, che non avevo studiato, che ero fuori corso etc etc. L’ho querelato e lui alla fine ha accettato di scrivere la letterina che vi allego qui sotto. Quando torno me la stampo, ci faccio una gigantografia e l’attacco al muro tra il diploma di laurea e quello del master. Ovviamente dopo averne mandata una copia a Sallusti chiedendogli, come sempre, di obbedire al suo padrone e di chiamarmi ‘Illustre Signor Dottor Di Battista’”.

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