Salvini dopo l'attentato di Strasburgo: "arresto immediato per chi esulta online"

Il ministro dell'Interno: "massima attenzione per tutti i radicalizzati". E ribadisce le parole sui militanti Hezbollah: "strano che qualcuno si stupisce se chiamo 'terroristi islamici' quelli che sono tali"

Matteo Salvini

Matteo Salvini

globalist 12 dicembre 2018

Matteo Salvini torna a parlare di terrorismo dopo l'attentato di Strasburgo e a ribadire le sue dichiarazioni di ieri da Israele in cui ha definito "terroristi islamici" i militanti del Partito di Dio libanese, Hezbollah, suscitando preoccupazione e imbarazzo nel ministero della Difesa per la sorte dei militari italiani impegnati nella missione internazionale Unifil.
"Questa mattina - ha detto Salvini commentando l'attentato al mercato di Natale di Strasburgo - si riunisce di urgenza il comitato di analisi strategica. C'è una situazione di massima attenzione da nord a sud per tutti i radicalizzati, terroristi e gli estremisti di ritorno. Occorre individuare, ricercare, bloccare e arrestare con ogni mezzo: verificare chi entra e chi esce da un Paese. Questo non è un diritto ma un dovere per la difesa del territorio e dei confini".
Salvini ha poi evocato "l'arresto immediato di chiunque in queste ore sta esultando online". "La nostra polizia postale - ha aggiunto il ministro dell'Interno - è all'avanguardia e sta setacciando la rete per cercare gli infami che festeggiano la morte di qualcun altro".
"Grazie a Dio le forze di sicurezza e di intelligence italiane - ha detto Salvini - sono fra le migliori al mondo", sebbene l'Italia debba continuare a "lavorare ancora e meglio" sul fronte del contrasto al terrorismo. "Siamo a disposizione delle forze francesi per qualunque scambio di informazioni e di intervento".
Il ministro dell'Interno ha poi ribadito le sue dichiarazioni da Israele sui militanti Hezbollah. "Le cose hanno il loro nome - ha affermato Salvini - e permettetemi di dire che è strano leggere i giornali italiani sui quali qualcuno si stupisce se io chiamo 'terroristi islamici' quelli che sono tali. Ridiamo il giusto peso alle parole perché se non si identifica l'avversario, e non dico 'il nemico' ma 'l'avversario', la partita non si vince".