Richetti (Pd): non vogliamo allearci con M5s ma con i movimenti laici e cattolici

Il candidato in corsa come vice in ticket con Maurizio Martina per la segreteria Pd replica alle apertura dello staff di Zingaretti

Richetti e Martina

Richetti e Martina

globalist 9 dicembre 2018

La verità è una: se a sinistra non si sbrigano a trovare un programma di netta discontinuità con il passato e a dire cose chiare e innovative, allora il paese resterà nelle mani degli arroganti incompetenti che ci sono adesso.
"Credo che sia l'ennesima volta in cui la mozione di Nicola Zingaretti pone il tema dell'alleanza con M5s e dell'unione con la sinistra. La nostra mozione rilancia il Pd, non fa operazioni di alleanze ma parla ai movimenti laici e cattolici e coinvolge fonti vitali della società che oggi non guardano al Pd e spesso neanche alla politica. La marcia Perugia-Assisi, quel fiume di 100mila persone, è un fiume senza patria, senza cittadinanza nella politica attuale. Interpretare quelle istanze per noi vuole dire allargare il Pd".

Lo ha detto Matteo Richetti, in corsa come vice in ticket con Maurizio Martina per la segreteria Pd, in un'intervista ad Avvenire.
"La scelta di Minniti è una scelta personale. Il nostro progetto va avanti, abbiamo deciso di unire le forze, di fare squadra", dice Richetti. "'I renziani cosa faranno'" è una domanda che non capisco. Stiamo parlando di Martina che era il vice di Renzi, di Delrio, di Nannicini, Serracchiani, Richetti", osserva.
In merito alla possibile scissione di Matteo Renzi, "lo conosco troppo bene per pensare che si faccia promotore di una proposta di scissione, per cui sono convinto che lo troveremo nel Pd anche nei prossimi mesi", dichiara Richetti.
Quanto alla possibile corsa dell'ex premier alla segreteria, "è una scelta che attiene a lui". "Il 3 marzo con le primarie deve partire anche una raccolta firme per abolire il decreto Salvini", sostiene Richetti, secondo cui occorre "ridare credibiità al Pd".
Su Matteo Salvini, "il politico che è buon comunicatore e pessimo uomo di Stato prima o poi viene a galla. Lui sta rispondendo al rancore degli italiani offrendogli un colpevole. Ma non basta invocare Martin Luther King in piazza e poi istigare alla caccia all'uomo. Noi dobbiamo tornare a far si che il tema dell`integrazione, del rispetto della persona ritornino ad essere valori condivisi". E a questo proposito "il 3 marzo con le primarie deve partire anche una raccolta firme per abolire il decreto Salvini".