Top

La protesta delle donne: in marcia verso l'Aquila contro lo stallo nella ricostruzione

Le cittadine delle zone colpite dal sisma del 2009 e da quelli del 2016 e 2017 arriveranno oggi alla prefettura dell'Aquila: "vogliamo capire perché i fondi dello Stato sono fermi e la ricostruzione non è partita"

Un'immagine del terremoto a l'Aquila del 2009
Un'immagine del terremoto a l'Aquila del 2009

globalist

19 Novembre 2018 - 09.15


Preroll

Una lunga marcia per denunciare lo stallo nei lavori di ricostruzione nelle zone del centro Italia colpite dal terremoto. E’ quella delle donne dei territori colpiti dal sisma dell’Aquila del 2009 e quelli del centro Italia del 2016 e 2017: hanno già percorso 35 chilometri a piedi, dal comune di Campotosto a quello di Cagnano Amiterno, e in giornata arriveranno alla prefettura dell’Aquila per denunciare che “non è stata approvata nessuna pratica di ricostruzione delle case danneggiate, neppure quelle più lievi, del sisma più recente, mentre per quello di dieci anni fa, tutto procede molto lentamente”.
L’iniziativa, promossa tra le altre dalla sindaca di Cagano Amiterno, Iside Di Martino, e dall’ex prima cittadina di Montereale, Lucia Pandolfi, è stata già ribattezzata la “marcia della pace” ed è la protesta, non silenziosa, delle donne abruzzesi.
“La nostra è una iniziativa non politica – ha spiegato Pandolfi – e che non guarda al passato. La situazione che si è creata rischia di far spopolare definitivamente i nostri centri, infatti il 70% delle persone, anche quelle che hanno la casa non gravemente lesionata, vivono all’Aquila nei moduli abitativi provvisori, quindi è difficile che le attività economiche possano andare avanti”.
“Vogliamo capire – ha aggiunto Pandolfi – anche con un’inchiesta giudiziaria, i motivi per i quali i fondi dello Stato sono fermi e la ricostruzione non è partita. Chiederemo al prefetto di interloquire col governo nazionale . Speriamo che il vicepremier Salvini, a cui piace rendersi conto di persona di quanto accade, venga a visitare i nostri territori”.
Sulla “marcia della pace” sono arrivate le critiche di Fratelli d’Italia dell’alta Valle dell’Aterno, secondo cui la manifestazione è una strumentalizzazione in vista delle elezioni regionali. Immediata la replica del consigliere regionale del Pd Pierpaolo Pietrucci che ha definito deliranti le affermazioni di Fdi, esprimendo “sostegno e solidarietà a chi protesta per le condizioni di una terra e per la lentezza di un processo di ricostruzione che si va configurando sempre di più come una minaccia alla sopravvivenza dell’Alta Valle dell’Aterno”.

OutStream Desktop
Top right Mobile
Native
Box recommendation

Articoli correlati

Outofpage