Il governo dichiara lo stato d'emergenza per 11 regioni: stanziati 53 milioni

I fondi basteranno solo per coprire le primissime emergenze e ripristinare i servizi essenziali. Il premier Conte annuncia a breve altri 200 milioni ma la conta dei danni supererà i 3 miliardi

Un'immagine dei danni del maltempo in Liguria

Un'immagine dei danni del maltempo in Liguria

globalist 9 novembre 2018

Arrivano i primi soldi per i territori devastati dall'ondata di maltempo che nei giorni scorsi ha colpito l'Italia. Il consiglio dei ministri ha dichiarato lo stato d'emergenza per 11 Regioni e stanziato 53,5 milioni. Soldi che basteranno solo per coprire le primissime emergenze e ripristinare i servizi essenziali, visto che la conta dei danni non è stata completata e supererà, secondo il governo, i tre miliardi di euro. "Altri 200 milioni - ha annunciato il premier Giuseppe Conte - arriveranno nei prossimi giorni con un mio decreto".

Le regioni per le quali è stato dichiarato lo stato d'emergenza, oltre alla Liguria devastata dalle mareggiate e il Veneto che ha visto centinaia di ettari di boschi distrutti dal vento, sono la Calabria, l'Emilia-Romagna, il Friuli-Venezia Giulia, il Lazio, la Lombardia, la Sardegna, la Sicilia, la Toscana e il Trentino Alto Adige.
"Abbiamo stanziato 53,5 milioni - ha affermato il ministro del Sud Barbara Lezzi - e stiamo aspettando che tutte le regioni finiscano le ricognizioni dei danni". Questa mattina inoltre è in programma un incontro tra il premier Conte, il ministro dell'Ambiente Sergio Costa e la stessa Lezzi per organizzare tutte le risorse già presenti nei fondi europei, in modo da definire in maniera strutturale il contrasto al dissesto idrogeologico, sottolineando che le Regioni "hanno già a disposizione tra i 3 e i 4 miliardi che potrebbero essere già utilizzati".
Sarà ora il Dipartimento della Protezione Civile a distribuire alle regioni i soldi a disposizione, in base all'elenco degli interventi che le stesse amministrazioni locali indicheranno. Ma i 53,5 milioni serviranno però solo per l'assistenza alla popolazione, la messa in sicurezza e il ripristino dei servizi essenziali ma senza nessun intervento strutturale.
Secondo il presidente della Liguria Giovanni Toti, alla sua regione dovrebbero spettare tra i 6,5 e i 7 milioni. "Soldi - ha detto Toti - che serviranno per le primissime urgenze e a cui seguiranno altre risorse. I fondi stanziati non servono a rimediare ai gravi danni che abbiamo subito, però sono un primo aiuto ai sindaci per le urgenze". Secondo il governatore ligure, inoltre, ai 200 milioni annunciati, se ne dovrebbero poi aggiungere altri duecento, proprio "per risarcire i danni". Ma di questi al momento non c'è traccia.
Il vicepremier Luigi Di Maio ha intanto annunciato che "i tagli agli stipendi dei parlamentari del M5s non andranno al microcredito" ma saranno versati "in un fondo della Protezione Civile a favore delle popolazioni colpite dagli alluvioni in queste ultime settimane". Si tratta, ha scritto Di Maio sul blog dei cinquestelle, di "circa 2 milioni da parte dei 300 parlamentari del M5s derivanti dal taglio dello stipendio da parlamentare. Sono molto orgoglioso di questa iniziativa, perché dimostra che i soldi per aiutare le persone, se tagliamo sprechi e privilegi ci sono sempre".